ALICE NEL PAESE DELL MERAVIGLIE

IL SIGNIFICATO ESOTERiCO

Le fantastiche avventure di Alice nel paese delle meraviglie rappresentano un allegorico viaggio iniziatico.

Alice si addormenta su di un prato e sogna tutta la fiaba, questo sogno/viaggio è caratterizzato dalla presenza di numerosi animali che rappresentano

“il Potere” degli sciamani.

Lewis Carroll, scrittore e matematico dal carattere timidissimo(fu anche sacerdote), scrisse Alice’s adventures in Wonderland nel 1865.

Nel 1951 Walt Disney ne trae un film di animazione.

Bisogna ricordare che il famoso regista americano era affiliato alla massoneria e cultore di scienze occulte.

La sua passione per l’esoterismo (condivisa anche da Carroll) traspare in tutti i suoi film ( Pinocchio, Biancaneve, Cenerentola e La bella addormentata nel bosco). Disney, quindi amava portare sullo schermo favole colme di significati simbolici ed esoterici.

Il percorso del film indica un viaggio interiore, dal quale la protagonista emergerà più matura e consapevole.

Il primo personaggio con il quale Alice parla è il Gatto Oreste.

Il gatto simbolizza l’astrale, il regno delle emozioni, dei sogni ed è un animale lunare e femminile.

Questo amabile felino ha capacità sensitive: è quindi capace di percepire le energie negative dei luoghi e delle persone.

Le streghe lo consideravano uno spirito Ausiliario e godevano quasi sempre della sua compagnia.

Per i Celti, invece, i gatti simboleggiavano le forze malvagie, in quanto cacciatori della notte.

In realtà, però, i gatti riescono a vedere attraverso le tenebre, quindi la loro vista squarcia le ombre interiori.

Il gatto è un animale libero e indipendente e nell’antico Egitto era addirittura considerato la manifestazione della Dea Bestet, protettrice della fertilità, e della maternità e delle gioie terrene (danza, musica e sessualità), non che porta benessere e salute.

Il gatto Oreste, nella fiaba, diventa lo stregatto consigliere nelle situazioni pericolose, ma anche l’elemento scatenante della condanna a morte di Alice, in quanto confidente della Regina.

Un altro animale caratterizzante di questa fiaba è il Bianconiglio, anche il coniglio è legato al simbolo lunare, quindi femminile.

La sua proverbiale velocità fa sì che venga accostato a Mercurio, Il messaggero. Come lo sfuggente Bianconiglio anche Mercurio era sempre di corsa e quindi un po instabile.

Nella mitologia Greca il coniglio era l’animale sacro ad Afrodite, dea dell’Amore. Simbolo della velocità Bianconiglio, però, si presenta in ritardo fin dalla sua prima apparizione.

In effetti, lungo il sentiero del viaggio iniziatico interiore, arriva sempre prima la Tartaruga del coniglio.

Per errore, il coniglio chiama Alice con il nome di Marianna, ma è ben risaputo che non esista errore nel percorso iniziatico.

Marianna deriva da Mariana, che significa “Amara”; Alice, difatti, piange spesso, rivelando la sua parte interiore afflitta ed amareggiata.

Alice si riconosce nel nome di Marianna.

Le viene chiesto dal coniglio di cercare immediatamente i guanti bianchi, ma è amareggiata per non riuscire a trovarli.

Chiarissima la simbologia in questa situazione: Alice non sa gestire con i “guanti bianchi” il rapporto con la regina di cuori.

Un altro aspetto importante che traspare da questa fiaba iniziatica, è il rapporto tra grande e piccolo, che poi rappresenta l’eterno dissidio dell’uomo tra microcosmo e macrocosmo.

Alice vive in prima persona questo “problema”: beve da una bottiglietta e diventa piccola, poi mangia un biscotto e diventa grande, poi ribeve dalla bottiglietta e diventa talmente piccola. da passare attraverso il buco della serratura, poi rimangia un biscotto e diventa gigantesca.

Successivamente mangia una carota e diventa piccola come un fiore. Tutto molto simbolico, iniziatico ed esoterico.

La serratura rappresenta l’accesso al nuovo mondo ( il pese delle meraviglie), in questo caso il mondo dell’invisibile all’occhio umano.

Nella sua terza “piccolezza”è alta come un fiore e dei fiori percepisce il canto.

Ne è talmente affascinata che vorrebbe unirsi a loro, ma viene rifiutata, non avendo le radici.

E’ pertanto considerata con disprezzo come erba comune.

Il fiore è il simbolo universale della vita e Alice in quel momento non era ancora pronta per esserlo. Inoltrandosi in questo nuovo mondo, viene a conoscenza della storia delle ostriche curiose.

L’ostrica ha una grande valenza a livello esoterico.

Essa crea la “Perla”, frutto della secrezione interiore, il Secreto.

La bellissima perla si crea e cresce giornalmente attraverso un lavoro interiore su se stessi.

Successivamente incontra il Brucaliffo.

Il bruco è il simbolo esoterico della trasmutazione, del rinnovamento; infatti dopo un lungo lavoro nell’interiorità del bozzolo, si trasforma in una bellissima farfalla (anima spirituale).

Chiede ad Alice chi lei sia, inducendola a prendere coscienza di se stessa.

Ma Alice, sconcertata, risponde di non saperlo.

E’ ancora alla ricerca di se stessa.

Alla fine del “percorso iniziatico” troviamo Alice coinvolta in un processo, nel quale verrà giudicata e “soppesata”.

Ma la bambina oramai ha raggiunto quel giusto distacco che caratterizza l’iniziato e che irrita il volgo, sempre incline ad essere succube di ogni tipo di emozione. Il suo “percorso è giunto al termine, la testa si è staccata (simbolicamente l’anima che si eleva sulla materia) e vola libera, lontana da tutti i personaggi ( fasi oramai superate del percorso iniziatico) e puo’ fare ritorno a casa.

Tratto dal libro “Le fiabe – percorsi iniziatici ed insegnamenti esoterici” di Giuseppe Bufalo


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