Nella Massoneria italiana è denominato “Libro Sacro” o “Libro della Sacra Legge” quello che si pone sull’ara, anche detta altare dei giura-menti.
Il libro Sacro aperto significa che noi dovremmo regolare la nostra condotta secondo i suoi insegnamenti; è, infatti, regola e guida del nostro comportamento, è simbolo del riconoscimento del rapporto dell’uomo con la Divinità. Abbiamo infatti visto come il libero muratore viva “fra la squadra e il compasso” in quanto l’unione dei due simboli rappresenterebbe il congiungimento tra cielo e terra.
Il volume della Legge sacra può inoltre rappresentare la comunicazione di Dio all’Uomo attraverso le sacre scritture e gli scritti ispirati. Ma qui mi fermo… come sapete l’interpretazione dei simboli è molteplice, anche se i tentativi di interpretazione personali sono auspicabili e degni di rispetto.
Il Libro della legge Sacra va posto fra gli elementi che fissano la regolarità della “dottrina”” massonica” come garanzia delle istanze di sacralità, achee sono connaturali alla Massoneria; ma sulla scelta del libro, ad oggi, vi sono non meno di sete soluzioni che possiamo riassumere così:
1. La Bibbia (Vecchio Testamento) per gli ebrei;
2. la Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento) per i cristiani;
3. Il Dhammapada per i buddisti mahhayana (Cina, Corea e Giappone);
4. La Gtâ per gli induisti;
5. L’Addi Granth, noto anche come Guru Granth Sahib, per i sikh;
6. Il Corano per i musulmani;
7. Lo Zend Avesta per i parsi e gli zoroastriani.
Se vi recherete in una Loggia israelita potrà dunque accadere che, accanto alla Bibbia ebraica, sia aperto anche un Nuovo Testamento qualora siano presenti in Loggia membri cristiani.
Analogamente, se sono presenti Fratelli musulmani sarà aperto anche il Corano.
In entrambi i casi vi saranno collocati sopra Squadra e Compasso.
Si cadrebbe tuttavia in un equivoco se si ponesse in relazione il contenuto della rispettiva Scrittura Sacra con il Simbolo che essa rappresenta.
Si tratta, infatti, di un simbolo che allude alla relazione tra Uomo e Divinità e non di un riferimento al contenuto del libro.
È dubbio che un avvenimento di questo tipo abbia carattere specificamente religioso. Irrazionale e misterioso comunque lo è.
Possiamo, a questo proposito, aggiungere alla descrizione delle varie soluzioni sull’utilizzo del Libro sacro che vi sono Logge, nelle quali i componenti hanno fedi e credenze religiose diverse, in cui il Libro Sacro è rappresentato da un Libro non scritto (bianco) o edito in caratteri scomposti e privi di senso per consentire ad ognuno di leggervi quanto egli ritenga rappresentare il compendio superiore dei sacri doveri e dei precetti.
Il libro Sacro identifica quindi la Luce che sovrasta ogni essere umano, non come autorità dogmatica ma come espressione della fede in un ordinamento dell’intero Universo.
Rito, del resto, significa etimologicamente ordine.
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