Chiesa e Massoneria

Sorpresa, c’è una trattativa Chiesa-Massoneria

COMUNICATO

L” incontro, alla fine, c’è stato. Era stato preannunciato come il meeting del secolo, il momento storico della svolta.

A Milano, mons. Delpini aveva accettato di aprire un dialogo con alcuni autorevoli esponenti della Massoneria Italiana. Un dialogo che non ha prodotto alcun risultato apprezzabile, che ha deluso profondamente chi immaginava una riconciliazione, tanto che la stampa ha enfatizzato le opinioni di osservatori che parlavano di mancato mea culpa dei Massoni nei confronti dell’istituzione cattolica.

Si impone qualche considerazione, data la rilevanza dell’avvenimento su cui, stranamente, pochi sono stati i commenti a latere .

In primis, la rappresentanza accolta da monsignor Delpini è autorevole ma non esaurisce la platea delle organizzazioni Massoniche Italiane, costituita da diversi Sodalizi numericamente inferiori ma di grande spessore intellettuale.

La seconda considerazione è di merito. Se la Chiesa, dai tempi della dottrina sociale, teorizzata da Jacques Maritain, ha esteso la sua ingerenza ed influenza all’ambito lavorativo, economico e politico, perché la Massoneria non potrebbe cooperare a connotare il tessuto sociale e morale della società con i suoi valori spirituali, che sono patrimonio comune di tutti gli uomini?

Infine, quale meaculpa dovrebbero recitare i Fratelli Muratori di fronte alla Chiesa? Le responsabilità sono individuali, di fronte alla legge ed alla storia e, in un dialogo da costruire per il futuro, il pensiero non può non andare all’Indice dei Libri Proibiti, che aveva praticamente messo al bando tutta la letteratura del Novecento , a Giordano Bruno, a Galileo, a Jacques de Molay.

Ci saranno altri incontri?

Chissà.

Ma la vera, insormontabile difficoltà di questi tentativi di dialogo è nella inconciliabile battaglia tra affermazione di dogmi e ricerca libera della verità.

Una lotta eterna, per il predominio delle coscienze o per un futuro di vera tolleranza e pace.


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