La bussola e la squadra: la danza dello spirito tra legge e libertà. 🌿
In una vecchia stanza, illuminata solo dalla luce tremante di una candela, un apprendista si ferma davanti all’altare massonico. I suoi occhi poggiano su due oggetti che sembrano semplici strumenti del mondo materiale: una bussola e una squadra. Ma la sua intuizione gli dice che sta affrontando qualcosa di molto più grande.
Perché lì, a quell’incrocio di linee e curve, è contenuta un’intera filosofia dell’anima.
La squadra, rigida, ferma, composta da un angolo dritto di 90 gradi, parla di giustizia morale. Rappresenta la legge naturale, la giustizia, il dovere. È il simbolo dell’uomo nella questione, che impara a vivere secondo le norme etiche, che misura i suoi atti con l’equità, che costruisce la sua vita con una base solida e principi incrollabili.
La squadra gli insegna a camminare a destra, a non distorcere il suo percorso o piegarsi alle passioni o alle influenze esterne. È la bussola dei valori. È la pietra angolare di tutto il buon lavoro.
Ma allora è la bussola, lo strumento che attira cerchi, che disegna l’infinito, che parte da un punto interno e si apre con misura. La bussola non impone limiti all’esterno: invita a esplorare verso l’interno. È il simbolo di spirito, introspezione, equilibrio tra libertà e moderazione.
Con la bussola, il Mason impara a contenere i suoi desideri, a moderare le sue passioni, a delimitare con la saggezza fino a che punto la sua azione, la sua parola, la sua ambizione dovrebbe andare. Non per paura o repressione, ma per coscienza. Perché ha capito che la vera libertà non è fare tutto ciò che vuoi, ma sapere come scegliere la cosa giusta con il discernimento.
E quando l’apprendista osserva bene, nota qualcosa di ancora più in profondità: la bussola e la traversa della squadra. Non sono separati. Uno si basa sull’altro. Uno ha bisogno dall’altro. Perché la virtù non è sufficiente senza comprensione e la libertà diventa caos senza legge.
La squadra insegna a essere onesto con gli altri. La bussola, per essere solo con se stesso.
Lì, tra questi due simboli, il Mason scopre la sua missione: diventare un architetto del suo destino, costruire il suo tempio interiore con misura e equilibrio. Non ammirarlo, ma per servire da guida, come faro silenzioso, nel mondo dei profani.

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