Le colonne J e B

Le colonne “J” e “B”:   Soglia 🌿

Nell’oscurità del tempio, due colonne si alzano come sentes silenziose, ferme e maestose. Sono alti, imponenti e ognuno ha un nome registrato alla sua base: J e B.

A prima vista, sembrano semplici strutture architettoniche. Ma l’iniziato capisce presto che non si tratta solo di pietra o metallo, ma di archetipi, di principi cosmici che abitano ogni essere umano.

La storia racconta che queste colonne sono aumentate all’ingresso del tempio di Salomone.

Non tenevano il tetto o trasportavano alcun peso: la loro funzione non era pratica, ma simbolica. Erano le porte del mistero, i pilastri tra cui si accede al mondo sacro, allo spazio della conoscenza e dello spirito.

“J”, il cui nome significa “stabilirà”, rappresenta la sostanza attiva, l’impulso creativo, la forza che inizia e sostiene. È energia solare, volontà, il verbo che si manifesta. È la colonna di fermezza e azione cosciente.

“B”, che significa “in lui è la forza”, simboleggia il principio passivo e ricettivo, la stabilità che si bilancia, la saggezza che accoglie. È energia lunare, contenimento, silenzio fertile. È la colonna di riflessione e pazienza.

Entrambi non si oppongono, ma si completano a vicenda. Sono come i due emisferi dell’anima: uno lancia la scintilla, l’altro la raccoglie e la trasforma. Uno crede, l’altro detiene. E il tempio che il tempio che ogni muratore costruisce all’interno può essere sollevato solo se entrambe le colonne sono presenti e in equilibrio.

L’apprendista, quando appare per la prima volta prima di queste colonne, non lo sa ancora, ma sta attraversando una soglia sacra. Simbolicamente, lasciati alle spalle il mondo profano per entrare nello spazio della luce. Le colonne ti ricordano che l’accesso alla conoscenza non è gratuito o automatico: devi vincerlo, attraversando il ponte tra impulso e saggezza, tra azione e pausa, tra sé e l’altro.

E quando, qualche tempo dopo, l’iniziato guarda indietro e ricorda quel momento, capisce che non erano colonne esterne che vedeva … erano le sue colonne interne. Forza e stabilità. Solo integrare quei poli diventa un vero costruttore dell’anima.

Le colonne non solo proteggono il tempio … custodisce la porta del vero sé.


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