La Luce Massonica

Luce come simbolo di conoscenza: il viaggio all’illuminazione interna 🌿

Immagina l’oscurità assoluta per un momento. È la notte più profonda, la più densa, quella in cui nemmeno le stelle osano brillare. Un muratore è, in questo momento simbolico, all’ingresso del tempio, con gli occhi chiusi, senza essere in grado di vedere oltre i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue paure. È nell’oscurità dell’ignoranza, avvolto in un mantello che lo limita, che lo tiene prigioniero della sua visione del mondo.
Ma poi, un bagliore, debole all’inizio, inizia a illuminare il luogo. Una luce calda e morbida inizia ad espandersi al buio, come la prima scintilla che si accende in un vasto vuoto. Questa luce non è semplicemente qualcosa di fisico; Non è solo la luce che emette una lampada o una candela. È la luce della conoscenza, della saggezza, della profonda comprensione dell’universo e di per sé.

In Freemasonry, la luce è più che un simbolo: è la stessa essenza del percorso iniziale. La frase “cerca luce” risuona costantemente in rituali e cerimonie, come un’antica eco che invita i massoni a trascendere l’ignoranza, a lasciarsi alle spalle le ombre della mente e dell’anima e muoversi verso la chiarezza.

Inizialmente, l’iniziato si trova come colui che entra in una grotta oscura. Conoscenza, saggezza e verità sono estranei a lui, sembrano distanti. È un viaggio arduo, che richiede pazienza, sforzo e disciplina. Il muratore, mentre si recava alla luce, non solo cerca di comprendere le scienze nascoste o i misteri del cosmo; Cerca di capire se stesso, decifrare le ombre che abitano il proprio essere. La vera luce non illumina solo il mondo esterno, ma l’interno, quel tempio sacro che ciascuno porta dentro.

Mentre progredisce, il Mason si spoglia dagli strati dell’oscurità che copre la sua anima: l’ego, la vanità, la rabbia, la paura, tutti quegli aspetti che offuscano il giudizio e oscurano il cuore. La luce, quindi, non è solo conoscenza, ma anche purificazione. Ad ogni passo verso di lei, l’iniziato abbandona ciò che non è necessario e riconosce il suo vero scopo, la sua essenza più pura.

In un momento cruciale del rituale, l’iniziato, dopo aver affrontato varie prove e sfide, viene concessa la luce, simbolicamente rappresentata da una candela o da una lampada. Con questa luce in mano, non è più solo un apprendista, ma un essere che ha iniziato a capire il profondo mistero dell’esistenza. La luce, infine, gli ha toccato il cuore. Non cammina più nel buio, non teme più lo sconosciuto, perché ha iniziato a vedere con gli occhi dello spirito.

Ma qui sta il profondo simbolismo: la luce non viene ricevuta esternamente, ma viene risvegliata dall’interno. Il Mason, come il suo stesso essere e l’universo, diventa il portatore di quella luce. Non cerca più ciò che è dentro. E in questa luce sta solo saggezza, ma anche compassione, vera libertà e capacità di guidare gli altri sulla strada per la verità.

La luce, in freemasonry, è anche il simbolo della trascendenza. Rappresenta la capacità umana di elevarsi al di sopra dei confini del corpo e della mente, raggiungere una connessione diretta con il divino e vedere la realtà così com’è, senza le distorsioni imposte dall’ego e dall’illusione. È il culmine del lavoro che il Mason costruisce dentro di sé: la costruzione di un essere saggio, giusto ed equilibrato, in grado di portare chiarezza dove c’è oscurità, di offrire conforto dove c’è sofferenza.

E così, la luce che all’inizio sembrava distante e quasi irraggiungibile, diventa una presenza costante nella sua vita. Non è più solo un obiettivo da raggiungere, ma un partner costante per la perfezione. Il muratore, alla fine del suo viaggio, capisce che la luce è ciò che stava sempre aspettando dentro di lui, e che, dopo averlo trovato, ora ha la missione di diffonderlo, di condividerlo con il mondo che vive ancora al buio.


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