Giordano Bruno

Il filosofo del Futuro

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Chi era Giordano Bruno ?
Nato a Nola (Campania), appena diciassettenne, Filippo Bruno veste l’abito domenicano a Napoli e prende il nome di Giordano. Sacerdote nel 1572, tre anni dopo dottore in teologia, Bruno, animato da un’insaziabile passione per lo studio, diviene in breve tempo uno dei più brillanti intellettuali d’Europa. Ma l’amore per la verità lo pone inevitabilmente in contrasto con la cultura dogmatica del tempo, un pensiero  oscurantista e retrivo di cui sarà lui stesso vittima.
Bruno inizia così un lungo peregrinare e da Napoli, dove si è aperto un processo a suo carico per eresia, approda a Roma. 

A Roma, nel 1576, abbandona l’abito domenicano e fugge verso il Nord d’Italia. Insegna astronomia in Liguria, pubblica i suoi primi libri a Venezia, poi a Ginevra aderisce al calvinismo e infine, a Tolosa, l’università gli conferisce la cattedra di filosofia

Successivamente a Londra, Bruno incontra la regina Elisabetta e scrive alcune tra le sue opere più importanti sulla difesa dell’eliocentrismo di Nicolò Copernico (1473-1543) e sulla teoria dell’universo infinito, composto da innumerevoli mondi (La cena delle ceneri, De l’infinito universo et mondi, Lo spaccio della bestia trionfante, 1584; Degli eroici furori, 1585). 
Scatenate così le ire dei teologi di Oxford, Bruno scappa in Francia e poi in Germania (Praga, Helmstedt, Francoforte) dove, malgrado la forte opposizione dei calvinisti, insegna a Wittenberg. 
Infine,

Bruno giunge a Venezia, invitato dal nobile Giovanni Mocenigo che spera di apprendere dal filosofo l’arte della memoria, quella “mnemotecnica” di cui il nolano era maestro.

L’anno successivo, nel 1593, Bruno viene estradato a Roma: inizia un processo che durerà sette anni dove Bruno, in lunghi interrogatori e probabilmente anche torture, difende tenacemente le sue tesi. 
“Eretico formale, impenitente e pertinace”, il tribunale del Santo Uffizio lo condanna alla pena capitale, i suoi libri sono messi all’Indice e buttati al rogo. Giordano Bruno è arso vivo a Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600

Ettore Ferrari, Monumento a Giordano Bruno, 1889, Campo de’ Fiori, Roma 

Caravaggio arrivava a Roma nel 1593, lo stesso anno in cui Bruno veniva estradato da Venezia. Il pittore lombardo, poco più che ventenne, sotto la protezione del cardinale Francesco Maria delMonte (I Caravaggio di Scipione Borghese), nel giro di sette anni, realizza da prima opere private, “quadri da stanza” con scene di genere e figure, poi arriva alla committenza pubblica con le grandi pale d’altare per cappelle principesche


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