DISCORSO PROGRAMMATICO PER LA RIPRESA DEI LAVORI

13 Settembre 2025- Valle di Suio ( LT)

La Libera Muratoria, sin dalla sua istituzione, ha raccolto intorno a sé gli aneliti ed i migliori propositi di libertà, di giustizia e verità incarnati da uomini e donne che si sono spesi per il raggiungimento del benessere complessivo della società. In nome di questi ideali, gli Antichi Maestri, i nostri Padri, hanno combattuto contro ogni tirannia ed oppressione, nei campi di concentramento nazisti come nei gulag sovietici, ovunque si sia perseguito lo svilimento dell’uomo, per sottometterlo con violenza e brutalità.

Cosa sta facendo, invece, oggi la Libera Muratoria per la crescita interiore delle persone e per il miglioramento di questa società?

Niente.

Dall’involuzione della nostra Istituzione, emerge in modo inequivocabile che la Massoneria moderna e, in particolare, quella italiana, ha smarrito la spiritualità dell’essere Massone.

E’ stata soffocata la missione principale: essere guida di persone e di comunità.

E’ sotto gli occhi di tutti che la Massoneria italiana, dal Dopoguerra in poi, si muove secondo logiche conformistiche, privilegiando intellettualismo salottiero ed esclusivo, dimenticando il dovere di perfezionamento interiore a cui un vero Massone è chiamato.

Da qui, lo svilimento del ruolo propositivo della Massoneria, l’affievolimento della luce che aveva portato Padri Fondatori ed Antichi Maestri ad immaginare un mondo libero, migliore, più giusto, in cui ciascuno potesse rivendicare spazi di libertà e di espressione e colmarli di contenuti, come è accaduto per la Grande Rivoluzione Americana e, prima ancora, per la Rivoluzione Francese.

Il risultato? Una classe dirigente massonica alla ricerca di superficiali relazioni sociali, attentissima all’esteriorità, ma assolutamente improduttiva di idee e di contenuti, incapace di incidere nel tessuto sociale.

Non una parola si è levata contro le dittature, i fondamentalismi e le repressioni di diversi regimi che odiano e reprimono nel sangue la circolazione delle idee.

Non una riga di commento su quanto sta accadendo in Europa, in Italia. Niente.

A cosa serve, quindi, la Libera Muratoria, se essa stessa riflette i mali e le imperfezioni di un consesso civile malato, che corre allegramente verso il baratro del disfacimento, come l’Impero Romano degli ultimi tempi?

Meno formalismo, allora, e più attenzione per la società, partendo dall’Uomo. Più testimonianze di umiltà e di valori, più silenzio e meno arrivismo. Questa la nostra proposta per una riforma ineludibile della Massoneria in questo Terzo Millennio.

Ancora una volta, noi vi chiediamo di dar forza alla Lega Massonica Italiana, da noi creata, già operativa e vitale, che ha lo scopo di unire tutte le Obbedienze Massoniche che operano per analoghi, nobili fini, per attuare concretamente lungimiranti, sinergiche e proficue azioni di fraterna collaborazione.

E’ necessario infatti che tutte le Obbedienze si stringano in un patto di sopravvivenza, minacciate come sono all’esterno da integralismi e fanatismi ed all’interno da costumi decadenti, miserie interiori e ambizioni personali.

Mattone dopo mattone, edifichiamo lentamente, ma tenacemente, l’Edificio solido in cui rifugiarci dalle tempeste del mondo, il baluardo all’ignoranza, alla malafede, all’oscurantismo dominante, ma che non determinerà i nostri destini.

Noi siamo pietre vive, persone autentiche, Mattoni, appunto, cementati da Fratellanza, Libertà, Coraggio.

E’ con questa determinazione, perseguendo questi ideali che da qui, oggi,

possiamo iniziare davvero questo percorso comune, rivolgendo un appello a tutte le Obbedienze affinché TUTTI NOI, CONFERMIAMO e DETERMINIAMO di promuovere e attuare i punti programmatici che ci siamo dati, per conferire ancora maggiore spessore e credibilità alla nostra Istituzione.

Ve ne dò lettura, per opportuna memoria. PUNTI PROGRAMMATICI

  1. Promuovere convegni e conferenze per la diffusione degli ideali massonici, al fine di spiegarne il ruolo significativo nella società occidentale.
  2. Illustrare la storia della Massoneria con particolare rilievo alle persecuzioni subite durante l’avvento di regimi totalitari (nazismo e comunismo).

3 Lavorare per organizzare tavoli di lavoro con esponenti religiosi per la comune difesa e diffusione dei valori etici, morali, sociali, occidentali.

  1. Elaborare Protocolli d’intesa con Obbedienze Italiane e di altre Nazioni animate dallo stesso spirito.
  2. Organizzare convegni su rilevanti temi sociali ed elaborare proposte a sostegno delle istanze più pressanti della collettività, lanciando appelli alle forze politiche ed alle Istituzioni amministrative.
  3. Impegnarsi in attività di solidarietà e beneficienza.
  4. Offrire disponibilità a impegno trasparente in politica, come avviene in altri Paesi occidentali da secoli.
  5. Costituire un Osservatorio per il Mediterraneo, fulcro di equilibri geopolitici per favorire integrazione e rispetto delle altrui civiltà.
  6. Vigilare, accanto alle Istituzioni, sulla diffusione dei fenomeni terroristici nei Paesi occidentali.
  1. Formare un Gabinetto permanente di informazione ed analisi sulle dinamiche generali della nostra civiltà per elaborare contributi di pensiero e proposte culturali a beneficio delle Istituzioni di riferimento.

Un ‘ultima notazione, assolutamente non marginale.

Avrete notato che, per questa occasione, abbiamo deciso di indossare delle magliette al posto del tradizionale abito scuro. Non è stata una sfida alla Tradizione, di cui ci riteniamo fedeli custodi o una mancanza di rispetto alla dovuta formalità che richiede la circostanza.

No, indossare la maglietta è al tempo stesso una forma di protesta ed un gesto dal forte valore simbolico. Una protesta contro tutte le forme di vanità che riscontriamo lungo il nostro percorso iniziatico.

Ci sono Fratelli, Templari e Massoni, che si ammantano di titoli nobiliari, vantano illustri discendenze e casati prestigiosi.

Noi indossiamo una maglietta su cui è indicato soltanto il nostro nome e cognome, neanche il grado, per ricordare che siamo tutti Fratelli e Sorelle e che mettiamo la faccia e la firma, nel difendere e diffondere le nostre idee. Inoltre, la vera nobiltà è quella dell’animo che si esprime nella condotta e nei gesti, non nei titoli che, tra l’altro, non hanno valore in Massoneria e meno che mai nel Templarismo, come insegna la Storia.

Infine, invece della clamide, assolutamente anonima, abbiamo preferito indossare un capo d’abbigliamento più consono ai tempi, personalizzato, a dire che NOI SIAMO.

Tradizione, coraggio nell’innovazione, ma fortemente ancorati alla sostanza dell’Essere iniziati e Fratelli. NOI.

Ora, consentitemi una panoramica sulle dinamiche dell’altro aspetto della nostra identità di iniziati: il templarismo.

Parto da una premessa storica, a beneficio di quanti non sono a conoscenza delle reali dinamiche di questo mondo. In ogni caso, è importante ricordarle.

Dopo il complotto ordito da Filippo il Bello, il re di Francia che li perseguitò e spogliò dei propri beni per acquisirli alla Corona, i Templari ripararono in Scozia, dove furono accolti da Fratelli in seno alle Gilde di Mestiere, antiche Confraternite di Scalpellini (artigiani altamente specializzati, ingegneri ed architetti) con cui avevano lavorato fianco a fianco per realizzare le maestose Cattedrali in tutta Europa. Queste Confraternite erano delle Associazioni molto riservate e gelose dei segreti giunti fino a loro, tramandati oralmente sin dall’epoca dei Faraoni dai Costruttori delle Piramidi a degni eredi.

I Templari intervennero anche a fianco di re Bruce e versarono il loro sangue insieme a quello dei Cavalieri scozzesi contro l’Inghilterra, per affermare la propria indipendenza e libertà.

Da questo connubio di intenti e circolazione di idee sortì una contaminazione culturale che produsse, alla lunga, i propri effetti, formando il nucleo di pensiero originario del liberalesimo che rese i Paesi del Nord più progrediti, prosperi e liberi dal dogmatismo asfissiante e dalle pratiche esose della Chiesa di Roma, da cui poi, nei secoli, si emanciparono definitivamente, dopo lo scisma di Martin Lutero, padre del movimento Protestante.

I Templari e i Fratelli delle Gilde, quindi, fusero inevitabilmente le loro conoscenze iniziatiche ed esoteriche , dando origine ai primi nuclei Massonici che davano molto spazio alla riservatezza, per difendere i segreti delle costruzioni sacre, alla Fratellanza, per difendersi dalle spie del Papato, alla libertà, per proseguire nella realizzazione della Grande Opera.

Quale era questa Grande Opera?

I Templari non erano soltanto guerrieri, come vuole la tradizione storica generalmente diffusa.

Erano diplomatici, studiosi, dediti ad uno spiritualismo non dogmatico ma universalistico, in ossequio al principio “ Siamo un unico Uomo di fronte ad un unico Dio”, concetto che racchiude le virtù della Pace, della Fratellanza, della Solidarietà.

Principio avverso a religioni divisive e strutturate per il dominio delle masse ignoranti.

Molti testi parlano di una “ Cavalleria Celeste” a proposito dei questo nucleo interno all’Ordine Templare, per realizzare questo sogno di unità. La Grande Opera, appunto.

Riteniamo che, all’epoca, si trattasse di costituire un’unica Nazione libera da dogmi, prospera, attenta ai diritti dell’uomo, secondo i dettami del diritto naturale, di cui Erasmo da Rotterdam fu magnifico alfiere.

L’Europa odierna? Gli Stati Uniti? Forse. Noi crediamo di sì, ma lasciamo il beneficio del dubbio, su questo aspetto. Quello che è certo è che il diritto naturale è stato posto poi alla base della filosofia positivista e liberale elaborata secoli dopo.

Templari e Fratelli Muratori gettarono quindi le basi dell’odierna Massoneria, regolamentata solo molti secoli più tardi da Anderson, che ne codificò le regole nelle celebri Costituzioni. Resta il valore dell’insegnamento esoterico a fari affermare, con modestia, che il senso dei principi da cui mosse l’azione templare prima e muratoria poi sia immutato ed immutabile.

Templari e Massoni hanno fissato come scopo ultimo la diffusione e la difesa di ogni libera espressione e manifestazione del pensiero, ad onore e gloria dell’Unico Signore Dio dell’Universo per ogni Uomo. Ne discende che entrambe le Istituzioni promuovono il rispetto per le altrui culture e considerano il Tempio come Edificio in cui si esprime la religiosità dell’uomo, luogo in cui si radica la tradizione di fratellanza, solidarietà e carità reciproca tra gli esseri umani, in esso raccolti , diversi nelle manifestazioni ed espressioni rituali ma simili nell’atteggiamento di umiltà e fede.

I Fratelli iniziati sono stati chiamati dunque a fondere energie e conoscenze in un vincolo indissolubile, per custodire l’Antica Sapienza e favorire la piena, consapevole realizzazione dell’Uomo nella Pace.

Al tempo della redazione delle Costituzioni, l’obiettivo primario era la canonizzazione, la reductio ad unum, l’unificazione di tutti i modelli


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