LETTERA APERTA DEL GM DELLA OTI SOE

Dichiarare o no la nostra appartenenza?

Carissimi Fratelli e Sorelle,

in un mondo in cui la comunicazione è sempre più radicata nel digitale, e la percezione della realtà è influenzata da una miriade di fonti, il nostro ruolo come membri della Massoneria si fa sempre più cruciale.

L’ambiente sociale in cui ci muoviamo è costellato di pregiudizi e malintesi nei confronti della nostra istituzione.

La Massoneria, spesso esposta a critiche infondate e a speculazioni poco lusinghiere, merita un’analisi seria e onesta della sua reale essenza.

Negli anni ho avuto modo di riflettere profondamente sulla questione della dichiarazione della propria appartenenza. Inizialmente, ho scelto il silenzio, una posizione che molte delle nostre sorelle e dei nostri fratelli conoscono fin troppo bene.

Eppure, ascoltando i discorsi, riconoscendo la diffusione di voci infondate e valutando la reazione del pubblico nei confronti della Massoneria, ho compreso che tacere non è una soluzione.

Non si tratta solo di difendere la mia scelta personale, ma di contribuire a un cambiamento più ampio.

La decisione di rendere pubblica la mia appartenenza ha portato con sé un effetto sorprendente: persone che prima mi guardavano con aria di sospetto iniziarono a mostrarsi curiose.

Mi ponevano domande, desiderosi di capire le motivazioni e i valori che ci guidano. Gradualmente, ho visto un cambiamento nel loro atteggiamento, un’apertura nei confronti della nostra comunione.

Alcuni di loro, addirittura, hanno espresso il desiderio di intraprendere un percorso di avvicinamento alla Massoneria.

Questo mi porta a riflettere sull’importanza della dichiarazione della propria appartenenza.

Avere il coraggio di affermare chi siamo non è solo una questione personale, ma un atto che può abbattere barriere e pregiudizi.

Essere visibili e pronti a dialogare offre ai profani l’opportunità di scoprire la vera natura della nostra istituzione, di vederne l’onorabilità, il rispetto per gli altri e l’impegno verso il miglioramento dell’individuo e della società.

Tuttavia, è evidente che la scelta di dichiarare la propria appartenenza non è priva di rischi. Viviamo in un contesto in cui la paura dell’ignoto genera diffidenza, e dove alcuni potrebbero reagire con ostilità.

Ma consideriamo anche ciò che possiamo guadagnare da questa esposizione. Dimostrare il nostro impegno attraverso azioni concrete e la nostra integrità morale può contribuire a ridefinire l’immagine della Massoneria nella società.

Inoltre, la nostra capacità di entrare nella comunità e dimostrare, attraverso il nostro esempio, chi siamo è fondamentale.

I profani non possono accedere ai nostri Templi e conoscere le pratiche che ci legano, ma noi possiamo uscire ed essere rappresentanti autentici di un cammino di crescita e consapevolezza.

Possiamo dimostrare che la Massoneria si basa su principi di libertà, uguaglianza e fraternità, valori universali che trascendono le barriere culturali e religiose.

In questo contesto, ritengo sia fondamentale unire le forze.

Accogliere con entusiasmo le richieste di amicizia da parte dei nostri Fratelli e Sorelle, sia online che offline, crea un senso di comunità e appartenenza

. Non siamo soli; abbiamo la possibilità di sostenere e incoraggiare reciprocamente nel cammino verso la diffusione dei nostri valori condivisi.

L’accettazione e l’inclusione dovrebbero essere i nostri principi guida.

Quando ci dichiariamo pubblicamente, trasmettiamo il messaggio che la nostra comunità è aperta, accogliente e pronta a confrontarsi con chi desidera comprendere.

Dobbiamo lavorare insieme per abbattere i muri costruiti dall’ignoranza e dall’odio.

A fronte di queste considerazioni, esorto ciascuno di voi a riflettere sull’opportunità di dichiarare la propria appartenenza alla Massoneria.

Anche se la scelta di farlo è personale, essa può avere ripercussioni significative per l’intera comunità.

Ogni voce conta; ogni testimonianza può contribuire a dipingere un quadro più chiaro e positivo di chi siamo.

In conclusione, invitando tutti a un sincero dibattito su questo tema cruciale, voglio sottolineare che la nostra appartenenza non è solo un’affermazione identitaria, ma un’opportunità di narrazione e di educazione per coloro che ci circondano. Abbiamo la responsabilità di mostrarci come davvero siamo, di affrontare i pregiudizi con coraggio e determinazione, e di rafforzare i legami che ci uniscono. La Massoneria è un tesoro di conoscenze e valori, e spetta a noi renderlo accessibile e comprensibile.

Con il mio TFA a tutti i Fratelli e le Sorelle,

FR. GIOVANNI DE FICCHY 3.:,33.:


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