
Un Viaggio Iniziatico verso la Trasformazione
Bussare alle porte del Tempio non è semplicemente un atto di accesso, ma una manifestazione simbolica che segna il passaggio dal mondo profano a quello sacro.
Questo gesto carico di significato è l’inizio di un processo di trasformazione interiore, dove l’individuo si pone in un cammino di ricerca e riflessione.
Prima di avvicinarsi fisicamente all’ingresso del Tempio, è essenziale che il Profano compia un profondo lavoro interiore, interrogando la propria coscienza nel silenzio della meditazione.
Le domande che emergono da questo dialogo interiore diventano il faro che guida ogni aspirante.
Riflessioni Fondamentali: La Libertà e la Motivazione
Sono un uomo libero?
In Massoneria, il concetto di libertà va oltre la mera assenza di catene fisiche. Essere “liberi e di buoni costumi” implica una libertà dai dogmi, dai pregiudizi e dalle dipendenze—materiali o psicologiche—that offuscano il giudizio.
La libertà diventa così un presupposto essenziale per intraprendere il cammino iniziatico. È possibile che ogni uomo debba interrogarsi sulla sua vera essenza, su ciò che lo frena e su come ha definito, fino a quel momento, il proprio essere.
Perché voglio entrare?
La motivazione dietro la scelta di bussare alle porte del Tempio rivela molto del nostro intento.
Se l’aspirante desidera entrare per semplice curiosità, potrebbe scoprire che tale impulso è effimero e non regge il peso del lavoro iniziatico. Ugualmente, se l’approccio è guidato da interessi materiali o sociali—come opportunità di business, contatti o prestigio—la porta rimarrà chiusa.
Questa è quella che possiamo definire “l’errore dei metalli”, un richiamo a lasciare al di fuori le motivazioni superficiali per accedere a una dimensione più profonda.
Il vero impulso deve derivare da una ricerca sincera della Verità. Questa è la via corretta, consapevole che la Verità non viene “data”, ma va cercata attivamente. Alla domanda “Sono disposto a ‘morire’ per rinascere?”, l’aspirante deve rispondere con una profonda riflessione.
L’iniziazione è infatti associata a una morte simbolica dell’ego profano, una metamorfosi che apre le porte all’uomo nuovo. Solo chi è pronto a mettere in discussione le proprie certezze può percorrere questo sentiero di rafforzamento personale.
Le Parole da Pronunciare: Un Atteggiamento Verbale Autentico
Alla porta del Tempio, le parole da pronunciare non sono formule magiche, né codici segreti.
Esse devono riflettere uno stato d’animo preciso.
Quando verrà chiesto cosa si cerca, le risposte dovranno ruotare attorno a tre concetti fondamentali:
- “Cerco la Luce”: Questa frase rappresenta la richiesta principale. Riconoscere di trovarsi in una condizione di “oscurità” o ignoranza è il primo passo verso un’illuminazione morale, intellettuale e spirituale.
- “Non so”: L’umiltà emerge qui come chiave del percorso. Un Profano convinto di sapere già tutto non sarà mai capace di apprendere. Pronunciare parole di dubbio costruttivo è un indicativo della sua “coppa vuota”, pronta per essere riempita di nuova conoscenza.
- Sincerità Assoluta: Durante i colloqui (le “tegolature”) o nel Gabinetto di Riflessione, la comunicazione deve essere priva di maschere. La retorica vuota è un nemico del cammino iniziatico. La verità deve guidare il discorso, anche quando essa è scomoda o difficile da esprimere.
Nel Gabinetto di Riflessione, prima dell’iniziazione, ogni aspirante è chiamato a scrivere il proprio Testamento Filosofico, dove le parole devono rispondere a tre doveri: verso sé stesso, verso l’umanità e verso il Principio Creatore o la propria concezione dell’Assoluto.
Le Domande per il Cammino Iniziatico: Riflessioni Continue
Una volta intrapreso il viaggio, il “lavoro” del massone consiste nel porsi costantemente delle domande, senza mai cadere nella trappola del dogmatismo. La Massoneria offre strumenti—simboli—per trovare le proprie risposte. Tra queste dominano quattro importanti interrogativi:
A. La domanda sulla Pietra Grezza (Il Lavoro su di Sé)

“Qual è la mia pietra grezza oggi?”
Ogni giorno, l’aspirante dovrebbe chiedersi quale spigolo del proprio carattere—quale ira, invidia, pigrizia o superbia—necessiti di essere smussato.
Il lavoro non ha termine; la pietra non raggiunge mai una perfezione assoluta, ma ogni tentativo va verso quell’ideale.
B. La domanda sul Metodo (Il Simbolismo)
“Cosa mi dice questo simbolo, al di là della sua forma?” I simboli, come la Squadra, il Compasso e il Filo a Piombo, non sono semplici strumenti edili, ma rappresentano principi morali profondi. Ogni massone deve interrogarsi su come applicare la “rettitudine” (Squadra) e la “misura” (Compasso) nelle azioni quotidiane, sia in famiglia che nel lavoro.
C. La domanda sulla Tolleranza (L’Altro)
“Sono capace di ascoltare senza giudicare?” Il cammino iniziatico insegna il valore del Silenzio. È fondamentale chiedersi se si ascolta per comprendere o solo per rispondere. La costruzione del Tempio interiore richiede armonia tra tutte le pietre, incarnando così la relazione con i Fratelli e l’umanità.
D. V.I.T.R.I.O.L. – La domanda suprema
Questa è la domanda cruciale, spesso nascosta nell’acronimo alchemico che si trova nel Gabinetto di Riflessione: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem. “Ho il coraggio di scendere nelle profondità della mia terra interiore (inconscio/anima), rettificare (correggere) ciò che trovo, per scoprire la pietra nascosta (la vera essenza)?” Questa domanda non solo richiede introspezione, ma anche un impegno a lavorare su di sé in modo costante e aperto.
L’Essenza del Cammino Iniziatico
Pertanto, se ti accingi a bussare alle porte del Tempio, ricorda sempre che non stai entrando in un club esclusivo, ma in una scuola di vita e di morale. È imperativo lasciare fuori i “metalli”—pregiudizi e status sociale—e portare dentro cuore (sentimento) e ragione (intelletto).
Pronuncia soltanto la verità e chiedi di essere migliorato, affinché tu possa a tua volta contribuire al miglioramento dell’umanità.
Se la tua intenzione è pura, la porta si aprirà non per la conoscenza di una parola d’ordine, ma perché tu stesso sei la parola che mancava al Tempio.
La trasformazione che cerchi inizia da te stesso, nel tuo viaggio interiore, mentre avanzando sulla via della luce e della saggezza, ogni bussata alla porta rappresenterà un passo verso la realizzazione della tua vera essenza e dell’armonia con l’universo.

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