UN VIAGGIO DENTRO L’ESSENZA DELLA REALTÀ
Negli interstizi della nostra esistenza, il sapere si erge come una luce guida, illuminando il cammino verso la comprensione del mondo e di noi stessi.

Questo sapere, che potremmo definire l’insieme delle conoscenze accumulate attraverso l’esperienza, lo studio e l’incontro con l’ignoto, rappresenta la prima tappa in un viaggio che ha come meta una dimensione più profonda, quella della vera conoscenza, che agisce come un ponte verso la Verità.
**La Natura del Sapere**
Il sapere, radicato nel dominio dell’erudizione e del tangibile, si presenta come un costrutto umano.
È un insieme di informazioni, di nozioni che possiamo possedere e catalogare, ma che rimane sempre legato alla parzialità della nostra esperienza sensoriale.
Esso è frutto di un processo analitico, una serie di operazioni mentali che, pur consentendoci di decifrare la realtà, non riescono a coglierne la totalità.

Così, la nostra “personalità cognitiva” si forma e si delinea attraverso il passaggio di dati da un livello superficiale a uno più stratificato, ma sempre limitato da ciò che è percepito e, quindi, soggettivo.
**Il Ruolo della Scienza**
La Scienza, fondata sul sapere, ci offre strumenti pratici per interpretare e interagire con il mondo materiale.
Ci permette di costruire modelli e teorie, di spiegare fenomeni complessi e di apportare innovazioni.
Ma è essenziale comprendere che anche le verità scientifiche sono provvisorie, permeabili a revisioni e cambiamenti radicali. La storia della Scienza è punteggiata da scoperte che hanno trasformato la nostra comprensione del cosmo, ponendo interrogativi sulle nostre certezze.
In questo senso, il sapere si presenta come un’entità dinamica e in continua evoluzione, mai definitiva e sempre aperta alla critica.
**Il Confronto tra Sapere e Conoscenza**
Se il sapere appartiene al piano dell’avere, la conoscenza vive nel regno dell’essere.
Qui si palesa una distinzione cruciale: il sapere è etichettabile, classificabile, mentre la conoscenza è un’esperienza intima e profonda, connessa all’essenza stessa della nostra esistenza.
Platone, nella sua opera “Repubblica”, suddivide il mondo in mondo sensibile e mondo intellegibile, dove il primo, imperfetto e mutevole, viene contrastato dalla stabilità del secondo, accessibile solo tramite la noesis.
Conoscere significa scoprire, risvegliarsi a una realtà più alta e autentica, dove il nostro essere si fonde con il principio universale che sottende a tutte le cose.
Jean-Pierre Berthelon sottolinea che questa forma di conoscenza è un processo di fusione con il principio stesso, trascendendo il piano materiale e conducendoci verso una dimensione meta-sensibile.
**Il Sottile Passaggio all’Iniziazione**
L’intento di molti filosofi e pensatori, specialmente nell’ambito della Massoneria, è quello di recuperare questa conoscenza pura e ancestrale.
La via iniziatica diventa così un cammino interiore, che si distacca dal sapere profano e abbraccia una conoscenza più esoterica, accessibile solo a chi intraprende un percorso di purificazione e rettificazione interiore. René Guénon, critico della scienza moderna, distingue tra sapere e conoscenza iniziatica, evidenziando la necessità di un approccio intuitivo e simbolico verso la Verità.
**Simboli e Intuizione: Vie di Accesso alla Conoscenza**
I simboli, carichi di significato profondo, diventano strumenti attraverso cui l’iniziato può riscoprire e ricontattare la Verità. Guénon afferma che solo attraverso una comprensione immediata e intuitiva di questi simboli si può accedere a verità metafisiche, sfuggendo alla riduzione razionalistica tipica del sapere.
Questo contesto invita alla contemplazione, al silenzio della mente e all’abbandono dei dualismi, quali soggetto e oggetto, per permettere un contatto diretto con l’Essenza.
Carl Jung, anch’egli esploratore di questi territori interiori, afferma che la conoscenza non è meramente razionale, ma implica un percorso di individuazione, un viaggio verso la scoperta di sé, dove l’intuizione e il simbolo giocano un ruolo centrale.
Attraverso il dialogo interiore e l’incontro con le immagini archetipiche, si risveglia quella gnosi viva, esperienziale e trasformativa, lontana dall’accumulo sterile di nozioni.
**Il Paternalismo della Verità**
È fondamentale, però, riconoscere che la Verità, per sua natura, è inaccessibile ai limiti del linguaggio e del pensiero razionale.
Essa risiede oltre le categorie e le definizioni, nel mistero profondo dell’esistenza.
Chi ha attraversato la soglia della conoscenza sa che la trasmissione di tale esperienza non può avvenire attraverso il sapere; essa diventa un segreto, un’eredità intrasmissibile, da custodire nel cuore.
L’Iniziato può solo indicare la via, suggerire metodi e approcci per incontrare la Verità, ma ogni tentativo di verbalizzarla comporta inevitabilmente un tradimento della sua essenza.
**Ritorno al Cuore: Una Pratica di Ri-cordanza**
In questo contesto, l’atto di “ri-cordare” si rivela cruciale.
Platone, nei suoi dialoghi, suggerisce che la vera conoscenza non si acquisisce, ma è piuttosto un processo di risveglio di ciò che è già presente in noi.
L’anima, nel suo viaggio, ha già contemplato le Idee, le verità eterne che la guidano.
Il rinnovamento della nostra consapevolezza non deve essere visto come un’aggiunta, ma come un ritorno alle radici più profonde del nostro essere.
Pertanto, sebbene il sapere possa fornirci strumenti utili per navigare la realtà materiale, il vero cammino verso la Conoscenza richiede il silenzio della mente e l’apertura del cuore.
Solo così possiamo ri-cordare la nostra essenza trascendente e, attraverso il processo di unificazione con il Principio, avvicinarci alla Verità definitiva.
**Conclusione: Verso una Conoscenza Senza Tempo**
In conclusione, se desideriamo continuare a praticare la scienza, dobbiamo riconoscerla per ciò che è: uno strumento prezioso, ma impermanente e limitato.
Tuttavia, per davvero Conoscere, occorre perseguire un cammino interiore, dove il silenzio della mente lascia spazio alla voce del cuore.
La Verità, in tutta la sua pienezza e complessità, è ciò che ci attende in fondo a questo sentiero.
Essa ci invita a immergerci nel mistero dell’esistenza, a esplorare le profondità del nostro essere e a riscoprire la bellezza di una connessione autentica con il Principio, unico e universale.
Solo allora potremo dire di aver realmente conosciuto, di aver ri-cordato la nostra natura ultima e immutabile, quella che risplende eternamente al di là delle apparenze.

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