Rimanere apprendisti

🌿  la vera Arte 🌿



Essere Liberi Muratori non è un titolo da sbandierare, né una medaglia da esibire.

Fantasia

È piuttosto un viaggio inesauribile, un cammino che si snoda attraverso il labirinto della conoscenza e dell’auto-scoperta.

La definizione di ciò che significa appartenere a questa antica tradizione è tanto complessa quanto affascinante.

Non vi è una risposta definitiva, se non l’ammissione sincera che non sapremo mai tutto.

Parafrasando Socrate, l’unica vera saggezza è sapere di non sapere, e così mi ritrovo a definirmi, con serenità, un apprendista.

L’Apprendista non è colui che sa meno; piuttosto, è colui che rimane aperto, umile e vigile, consapevole della pietra grezza del proprio Sé.

Questa pietra, simbolo del nostro potenziale, non sarà mai completamente lavorata.

Ogni giorno ci offre l’opportunità di levigarla, di scolpirla, di avvicinarci a quell’ideale di perfezione che sappiamo irraggiungibile.

In questo processo di apprendimento continuo, troviamo il senso più profondo della nostra esistenza: l’impegno a migliorare senza mai fermarci.

L’immagine dell’apprendista stregone, evocata dal capolavoro Fantasia (1940), diventa per me un simbolo eloquente. Topolino, nel suo ardente desiderio di agire e di dominare le forze magiche, si ritrova intrappolato in un vortice di caos.

Tuttavia, il vero dono di quella narrazione risiede nella lezione che egli impara: la magia autentica non scaturisce dal potere, ma dall’ascolto e dalla disciplina. L’apprendista deve abbracciare l’errore come parte integrante del cammino, poiché ogni sbaglio è un passo verso la comprensione più profonda.

La trasformazione richiede tempo e pazienza, ed è la consapevolezza di questo processo che fa di noi degli artigiani della nostra esistenza.

Il rischio più insidioso, sia nella Massoneria che nel percorso quotidiano, è quello di credersi “arrivati”.

Questo momento di illusione segna l’inizio di una regressione: smettiamo di imparare, convinciamo noi stessi di avere già tutte le risposte.

Invece, ogni vero Maestro, colui che ha percorso con dedizione il sentiero dell’insegnamento, sa bene che la sua autorevolezza deriva dall’incessante desiderio di apprendere.

La saggezza sta nell’accettare il dubbio, nell’aprire la mente alle domande anziché rifugiarsi nelle certezze.

Solo chi vive nell’eterna ricerca della Luce può sperare di illuminarne altri.

Quando dialogo con Fratelli e Sorelle, spesso mi sorprende il reciproco scambio che si instaura.

Chi è il vero insegnante?

Chi è l’allievo?

L’Iniziazione autentica si svolge non in linee dritte, ma attraverso riflessi, risonanze e silenzi condivisi.

In questa danza di ruoli, ci troviamo a essere, alternativamente, maestri e discepoli.

Non c’è un punto d’arrivo da raggiungere, solo un cerchio di progressione e crescita.

In questo contesto, l’essenza della Massoneria si rivela: non sentirsi mai “maestri arrivati”, ma uomini e donne umili, eticamente impegnati, in perpetuo cammino verso la Verità.

Ciò implica la necessità di custodire l’umiltà dell’inizio, anche quando abbiamo accumulato esperienza e conoscenza.

Ogni passo lungo il cammino ci invita a rimanere studenti della Vita, delle Tradizioni, dell’Umanità.

L’impatto di questa apertura ci trasforma, arricchendo il nostro spirito e amplificando la nostra capacità di apprendere.

Pertanto, l’invito che rivolgo a tutti voi, indipendentemente dal ruolo o dalla professione, è chiaro e semplice: non sentitevi mai arrivati.

Continuiamo a guardarci negli occhi, a confrontarci, a scambiarci idee, esperienze e visioni.

Condividere il nostro bagaglio di conoscenza non significa mai svilirlo, ma al contrario, moltiplicarlo.

Riconoscere che ognuno di noi porta qualcosa di unico e prezioso arricchisce il nostro viaggio.

Così facendo, ridestiamo il nostro spirito di apprendisti, incoraggiandolo a esplorare nuovi orizzonti, a scoprire strade alternative e a mantenere vivo il fuoco della curiosità.

Nella nostra epoca, segnata da rapidità e superficialità, riscoprire la bellezza dell’apprendimento permanente diventa un atto di resistenza e di amore verso noi stessi e gli altri.

Non ricerchiamo solo la conoscenza per l’acquisizione di status, ma per diventare migliori, per costruire legami più significativi e per lasciare un’impronta positiva nel mondo.

Così, mentre continuiamo a lavorare sulle nostre pietre grezze, possiamo aspirare a fare magia: non quella superficiale che stupisce e impressiona, ma quella profonda, trasformativa.

Una magia che nasce dal cuore e si riversa nel mondo, cambiando non solo noi stessi, ma anche coloro che incontriamo lungo il nostro cammino.

Fantasia

Perché alla fine, la vera arte del vivere è proprio questa: trasformare il quotidiano in straordinario, l’ordinarietà in eccezionalità.

Concludendo, ecco l’invito: abbracciate il vostro status di apprendisti.

Siate sempre aperti alla possibilità di apprendere e crescere, e ricordate che ogni incontro è un’occasione per arricchirvi reciprocamente.

La vera magia è qui, dentro di noi, pronta a essere risvegliata e manifestata.

Solo restando umili e disponibili, potremo finalmente illuminare il nostro cammino e quello degli altri, trasformando il mondo, un gesto alla volta.


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