La situazione in Venezuela, alla luce di un’analisi massonica, rivela un quadro profondamente contraddittorio quando si confronta con i principi fondanti dell’Ordine con la realtà politica e istituzionale descritta nel testo allegato.
1. Massoneria e Fondazione Repubblicana: luci alla sorgente
La massoneria venezuelana nasce e si consolida nel XIX secolo in intima relazione all’ideale repubblicano, all’emancipazione politica e alla costruzione dello stato nazionale.
La riorganizzazione dopo il 1853, culminata con la Costituzione massonica del 1856, esprime uno sforzo tipicamente massonico di ordine, regolarità e unità, pilastri indispensabili per la costruzione simbolica del Tempio Sociale.
La struttura negli Ordini Simbolici, Perfetti e Filosofici dimostra una visione iniziale completa: formare l’uomo, perfezionare il cittadino e preparare il filosofo morale.
I criteri di ammissione – la fede in un Essere Supremo, l’alfabetizzazione e la professione onorevole – dimostrano un impegno verso la trascendenza, la ragione e la dignità del lavoro, le basi classiche della massoneria regolare.
La crescita dei Negozi nel XIX secolo, anche tra scismi e dispute giurisdizionali, conferma che la massoneria venezuelana era, a quel tempo, una forza viva nella società, influenzando idee, leadership e progetti nazionali.
2. La rottura dell’equilibrio: quando il potere santo invade il tempio
Lo scenario contemporaneo, specialmente sotto il regime di Nicolás Maduro, rappresenta una grave rottura di equilibrio tra mondo laico e spazio iniziale.
La persecuzione diretta dei massoni, con omicidi extragiudiziali, sparizioni forzate e intimidazioni, costituisce una violazione frontale dei punti di riferimento universali, specialmente quelli che garantiscono libertà di coscienza, associazione e inviolabilità morale dell’iniziato.
Più grave, dal punto di vista massonico, è la posizione della leadership istituzionale del Grand Store del Venezuela che, secondo il testo, ha optato per il silenzio, per la collaborazione con gli organi repressivi e per l’allineamento al potere dello Stato.
Tale atteggiamento rappresenta una profonda deviazione simbolica, poiché trasforma l’Ordine — che dovrebbe essere uno spazio di rifugio morale e di resistenza etica — in uno strumento passivo (o complice) di oppressione.
Nel linguaggio simbolico, è come se le Colonne fossero state sfollate, la Squadra abbandonata e la Bussola chiusa, impedendo la giusta misura tra autorità e libertà.
3. Silenzio forzato e clandestino: la perdita della Parola
L’imposizione della clandestina operativa e l’esilio dei Fratelli comporta la perdita della Parola nel suo senso superiore.
Non si tratta solo del silenzio rituale, pedagogico e iniziativo, ma di un silenzio imposto dalla paura, incompatibile con la massoneria come scuola di virtù e coraggio morale.
Quando la massoneria internazionale denuncia le violazioni e l’obbedienza nazionale viene messa a tacere, si crea una frattura tra massoneria universale e amministrazione locale, ferendo il principio di Fratellanza senza frontiere.
4. Lettura simbolica del momento venezuelano
Sotto lo sguardo iniziale, il Venezuela vive una fase di disarmonia nel Tempio Sociale, dove:
• la Forza è diventata coercizione,
• La bellezza è stata sostituita dalla paura,
• e la Saggezza ha dato il via alla sottomissione istituzionale.
La massoneria venezuelana, erede di un passato di protagonisti libertariani, è oggi in un punto critico della sua prova iniziale collettiva: o rifonda la sua storica vocazione a difesa della dignità umana e della libertà, seppur in sacrificio, o rischia di svuotare il suo contenuto simbolico, ridotto a struttura formale senza senz’anima
5. Considerazioni finali
Dal punto di vista massonico, la situazione descritta non è solo una crisi politica, ma una crisi morale e di iniziativa.
La storia dimostra che la massoneria è sopravvissuta alle proscrizioni, alle dittature e alle persecuzioni solo perché è rimasta fedele ai suoi principi, anche quando è costretta all’invisibilità.
Il Venezuela di oggi interrompe la coscienza dei massoni – dentro e fuori il Paese – ricordandoci che la vera regolarità non risiede solo nelle lettere brevetti, ma nella coerenza tra discorso, simbolo e azione.
Quando la Luce è minacciata, il dovere di un massone non è spegnerla per sopravvivere, ma proteggerla affinché ritorni a splendere.

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