La Massoneria e l’esplorazione Polare

Fratelli nel Ghiaccio

L’epoca eroica dell’esplorazione polare, che si estende dalla fine del XIX secolo all’inizio del XX, è un periodo costellato da avventure straordinarie, sacrifici inumani e conquiste audaci.

Ma pochi conoscono il profondo legame che esiste tra questi audaci esploratori e la Massoneria, un’organizzazione segreta che ha da sempre coltivato ideali di fratellanza, libertà e ricerca della verità.

Le spedizioni polari, che hanno sfidato i limiti della resistenza umana, sono state guidate da uomini che non solo cercavano nuovi mondi, ma anche un’appartenenza a una comunità di spiriti affini.

#### Richard E. Byrd: Il Pioniere del Polo Sud

L’ammiraglio Richard E. Byrd rappresenta una figura emblematica di questo intreccio.

Tra il 1928 e il 1955, egli condusse numerose missioni, tra cui le celebri Operation Highjump e Operation Deep Freeze.

La sua seconda spedizione antartica, compiuta tra il 1933 e il 1935, evidenziò la forza coesa della sua squadra, composta da ben 60 massoni su 82 membri.

È in questo contesto che, il 5 febbraio 1935, venne consacrata la “First Antarctic Lodge No. 777”, la prima loggia massonica mai istituita in Antartide. Questo evento non rappresenta solo una conquista per la Massoneria, ma un simbolo del legame tra spirito esplorativo e ideali fraterni. Byrd, il cui spirito pionieristico abbracciava l’incessante ricerca della conoscenza, riuscì a trasformare i ghiacci dell’Antartide in un terreno fertile per i valori massonici.

#### Robert F. Scott: L’Umanità nella Tragedia

Il capitano Robert F. Scott, tragicamente noto per la sua corsa al Polo Sud contro Roald Amundsen, è un altro faro di questi legami. Iniziato nella Drury Lane Lodge No. 2127 di Londra, Scott ricevette il grado di Maestro nella St. Alban’s Lodge No. 2597 poco prima della sua ultima spedizione. I suoi scritti rivelano un’anima tormentata, ma impregnati di dignità e rettitudine, caratteristiche essenziali della sua formazione massonica.

Gli storici, oggi, leggono nei suoi diari e nell’epilogo della sua vita un messaggio profondo: il sacrificio e l’onore possono coesistere anche nei momenti più oscuri.

La solidarietà tra i membri della sua spedizione, molti dei quali erano massoni, dimostra come la fratellanza possa illuminare anche i sentieri più gelidi.

#### Ernest Shackleton: Il Salvatore nel Gelo

Sir Ernest Shackleton, noto per la sua epica spedizione trans-antartica, offre un’altra prospettiva sulla connessione tra massoneria ed esplorazione.

Nel 1914, mentre il suo equipaggio si trovava alla deriva dopo il naufragio della Endurance, Shackleton dimostrò una leadership che trascese il semplice comando. Iniziato nella Navy Lodge No. 2612 a Londra nel 1901, popolare tra i suoi uomini, creò un legame di fratellanza che si rivelò cruciale nella lotta per la sopravvivenza.

Il suo viaggio di 1300 km verso la salvezza, affrontando tempeste, fame e ghiacci insidiosi, è un esempio tangibile di come la comunità massonica possa sostenere i suoi membri nei periodi di crisi estrema, attraverso la condivisione di ideali, esperienze e supporto reciproco.

#### Matthew Henson: Un Fratello Afroamericano nel Polo Nord

Sul fronte opposto, abbiamo il fr.llo Matthew Henson, un esploratore afroamericano intrinsecamente legato alla storia del Polo Nord.

A fianco di Robert Peary nelle sue spedizioni, Henson è considerato, sebbene non universalmente, il primo uomo a mettere piede sul Polo Nord geografico nel 1909. Membro della Prince Hall Masonry, la branca afroamericana della massoneria, appartenente alla Celestial Lodge No. 3 di New York, Henson incarna l’idea che la ricerca della verità e dell’uguaglianza non conosce confini.

La sua dedizione alla causa dell’esplorazione, così come il suo contributo indispensabile, sono testimonianze che superano le barriere razziali, dimostrando che la fraternità massonica accoglie tutti coloro che sono animati da un sincero desiderio di scoperta.

#### Spirito di Fratellanza tra i Ghiacci

Queste figure storiche non hanno solo tracciato rotte in territori sconosciuti; hanno tessuto una rete di connessioni, unendo le loro speranze e aspirazioni attraverso i legami massonici.

Ogni esploratore ha portato con sé i principi di rettitudine, solidarietà e ricerca, contribuendo a forgiare uno spirito collettivo che ha resistito ai rigori delle avversità.

La Massoneria, con il suo profondo significato simbolico, ha fornito una struttura etica e morale che ha permesso a questi uomini di affrontare l’ignoto.

Nonostante gli innumerevoli pericoli e le sfide, l’unione tra i membri di queste spedizioni ha rappresentato un esempio di come la fratellanza possa manifestarsi anche nelle circostanze più estreme.

I ghiacci polari, in questo senso, diventano testimoni silenziosi di atti di coraggio, di dedizione e di spirito umano, un palcoscenico ideale per una rappresentazione della “fratellanza universale” under pressure.

#### Conclusione: Un’Eredità Indelebile

Nel riflettere su quanto discusso, appare evidente come la storia dell’esplorazione polare sia indissolubilmente legata alla Massoneria, un legame che ha cresciuto e rinforzato il valore della comunità umana. Attraverso le storie di Byrd, Scott, Shackleton e Henson, possiamo comprendere che l’esplorazione non è solo un atto fisico, ma una ricerca di appartenenza e identità condivisa.

Le montagne di ghiaccio dell’Antartide e le distese artiche non sono solo il palcoscenico delle loro gesta eroiche, ma anche il simbolo di un legame duraturo che continua a ispirare coloro che cercano di spingersi oltre i limiti.

L’eredità di questi uomini risuona ancora oggi, invitandoci a esplorare non solo il mondo che ci circonda, ma anche le profondità dello spirito umano.

La Massoneria ha contribuito a plasmare il destino di queste avventure, creando una narrazione dove la fratellanza e l’umanità trionfano sulle avversità, trasformando il freddo eterno dei poli in un caldo rifugio di speranza e solidarietà.

Così, mentre il ghiaccio continua a scrivere la storia del nostro pianeta, i nomi di questi “fratelli” rimarranno eterni, come eroi che hanno saputo affrontare l’ignoto con il cuore e la mente aperti.


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