La Stella nel fiore

##  IL MYOSOTIS NELLA MASSONERIA



C’è un paradosso nel myosotis, vero simbolo di discrezione e profondità, che risuona con forza nella pedagogia massonica.

Questo fiore, piccolo e semplice, non si lascia dimenticare facilmente; la sua presenza richiede attenzione e invita a una riflessione profonda.

Con i suoi cinque petali regolari, il centro luminoso e una forma armoniosa, il myosotis rappresenta un’unità sottile tra bellezza e funzionalità, una struttura che ci parla della necessità di un lavoro interiore.

### L’Osservazione come Inizio

(Nota per l’Apprendista:
Il lavoro inizia dall’osservazione. Prima di comprendere, è necessario imparare a vedere.)

Nella storia recente della Massoneria, il myosotis — conosciuto anche come “forget-me-not” o “Vergissmeinnicht” — porta con sé il peso del ricordo e dell’appartenenza, in particolare negli anni in cui in Germania l’appartenenza massonica poteva comportare severe conseguenze, dall’emarginazione alla persecuzione.

Le cronache storiche non sempre concordano su ogni particolare, ma tutte convergono su un punto cruciale: dal 1926, a seguito dell’adozione del fiore da parte della Großloge Zur Sonne (Gran Loggia “Al Sole”) durante un convegno a Brema, il myosotis è divenuto un emblema discreto ma significativo.

Durante il regime nazista, il suo uso si diffuse anche in ambiti civili e caritatevoli, permettendo ai Fratelli di portare un segno apparentemente innocuo, ma intriso di significato per chi possedeva la giusta sensibilità.

Dopo la guerra, il fiore tornò a essere un simbolo di memoria legato ai massoni perseguitati, evocando l’importanza del ricordo e della solidarietà.

(Nota per l’Apprendista:
Non tutto ciò che è importante deve essere mostrato. Talvolta il valore di un segno sta nella sua discrezione.)

### Simboleggiare e Proteggere

Da questa osservazione scaturisce una prima riflessione: quando un simbolo smette di essere un mero ornamento e inizia a fungere da protezione?

Il myosotis non è inciso nella pietra del Tempio; non occupa una posizione centrale nello spazio rituale.

Esso è un segno minimo, spesso portato sul bavero, intimo e personale, affidato alla vicinanza del corpo.

Questa discrezione ne svela la qualità iniziatica: la continuità della catena fraterna non sempre si difende attraverso affermazioni ostentate, ma piuttosto attraverso il riconoscimento silenzioso.

La memoria condivisa non esige visibilità, ma è un atto di appartenenza e di responsabilità.

(Nota per l’Apprendista:
Nel primo grado si impara che il lavoro non è esibizione, ma presenza costante.)

### Armonia nella Semplicità

La forma stessa del myosotis ci offre ulteriori possibilità di esplorazione simbolica.

I cinque petali richiamano il numero cinque, simbolo di equilibrio e di armonia, come le punte della stella, il pentagono e il pentagramma.

La geometria sembra insita nella corolla, come se la natura avesse predisposto una tavola operativa in miniatura.

In questa luce, il cinque non è solo un numero, ma un principio ordinatore, un aspetto fondamentale della struttura dell’universo.

Nel pentagramma, le diagonali si intersecano generando rapporti costanti, mentre nel pentagono la simmetria è dinamica e fluida, evocante un’armonia che si manifesta non nella staticità, ma nelle relazioni in continuo mutamento.

(Nota per l’Apprendista:
Non cercare subito il significato dei numeri. Lasciali agire attraverso la forma.)

Ma perché il numero cinque esercita tale attrazione?

Perché lo associamo all’uomo, al microcosmo, alla misura?

È una costruzione culturale, una memoria archetipica, oppure la risposta naturale della mente a forme di equilibrio intrinseco?

Quando riconosciamo questo ordine in un fiore, stiamo proiettando significati o semplicemente riconoscendo una struttura preesistente?

### Memoria e Responsabilità

Il significato profano del myosotis — “non dimenticarmi” — introduce un ulteriore livello di comprensione.

In Massoneria, la memoria trascende il semplice sentimento e si trasforma in responsabilità.

Ricordare non equivale a un attaccamento nostalgico al passato; è custodire ciò che rende possibile il nostro presente.

Il fiore, quindi, non è solo un simbolo romantico, ma un elemento operativo. Indossarlo equivale a una dichiarazione silenziosa: non dimenticare i Fratelli, le prove affrontate, la dignità mantenuta sotto pressione e che l’Ordine può essere colpito dalla storia senza essere annullato nel suo principio fondamentale.

### Dualità del Simbolo

Si pone ora una domanda cruciale: il myosotis è principalmente un simbolo di clandestinità o un simbolo di carità?

Alcuni approcci privilegiano il suo uso come segno discreto in periodi di persecuzione, mentre altri evidenziano il suo valore associativo e benefico, mettendo in guardia da una mitizzazione eccessiva.

Forse non è necessario scegliere.

La potenza del simbolo sta proprio nella sua duplice natura: gesto pubblico e linguaggio riservato, mano tesa e segno riconosciuto.

Un simbolo che opera su due piani congiunti senza contraddizioni.

(Nota per l’Apprendista:
Un simbolo non dice mai tutto insieme. Si lascia incontrare poco alla volta.)

### Espansione del Lavoro Simbolico

A questo punto, il lavoro simbolico si può ulteriormente espandere, introducendo ulteriori riferimenti: la ruota, il chakra, Sirio.

I cinque petali possono essere interpretati come raggi di una ruota non meccanica, ma organica, suggerendo una rotazione armoniosa attorno a un centro.

Il myosotis, considerato come un piccolo mandala, rivela un centro e una distribuzione equidistante.

Il centro giallo non è solo un carattere botanico, ma può essere interrogato come polo ordinatore: è ciò che scalda o illumina?

Rappresenta il cuore, l’occhio o il seme?

Nelle tradizioni iconografiche orientali, i chakra sono frequentemente rappresentati come fiori.

Senza forzare le analogie, il myosotis può rivelarsi come un’immagine di una soglia delicata tra memoria e identità: un centro che mantiene unitario l’individuo quando le forze esterne tendono a disgregarlo.

In questa ottica, i cinque petali diventano funzioni interiori, non dogmi; strumenti di ordinamento più che definizioni rigide.

### La Stella Fiammeggiante e il Myosotis

Infine, la Stella Fiammeggiante occupa una posizione centrale nel contesto massonico, comunemente raffigurata come stella a cinque punte.

Non tutti la associano a un astro specifico, eppure nella tradizione dei misteri antichi, Sirio è stata collegata a cicli di rinnovamento e segni di orientamento.

La domanda rimane aperta: se il myosotis è un simbolo di memoria nato in condizioni di persecuzione, potrebbe essere anche interpretato come un riflesso terrestre della Stella Fiammeggiante?

Una manifestazione che rimanda a come la stella non brilli soltanto nei cieli o nelle volte del Tempio, ma possa farsi luce anche nella materia più umile: in un fiore discreto, in un centro luminoso, in un azzurro che non impone la propria presenza.

### La Fedeltà al Lavoro

Il myosotis sembra offrirci un insegnamento essenziale: la memoria non è nostalgia, ma fedeltà al lavoro.

E la fedeltà al lavoro non necessita di segni grandiosi.

Si affida a forme semplici, proporzioni riconoscibili, simboli che educano senza imporsi.

In questo senso, il valore del simbolo non risiede nella sua capacità dimostrativa, ma nella sua funzione formativa.

Se conduce ciascun Fratello a interrogarsi su ciò che ricorda, onora e sulla direzione da seguire — anche nel silenzio e nell’assenza di sguardi — allora il myosotis trascende il suo stato di fiore.

(Nota conclusiva di lavoro per l’Apprendista:
Il simbolo non serve a impressionare né a spiegare.

Serve a formare lentamente lo sguardo.

Se, nel tempo, questo fiore ti ricorda di rallentare, osservare meglio e non dimenticare il lavoro anche quando appare invisibile, allora il myosotis ha già adempiuto alla sua funzione


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