
La storia dell’umanità è costellata di conflitti, di divisioni e di dolori.
In tempi di crisi, le società tendono a cercare un capro espiatorio.
Questo meccanismo psicologico ha portato a ingiustificati chiarimenti e accuse, spesso rivolti contro gruppi minoritari come gli Ebrei e i Massoni, ai quali è stata attribuita una sorta di maledizione, un destino comune: quello di essere considerati il male del mondo.
Questa associazione di idee, alimentata dall’ignoranza e da pregiudizi secolari, ha generato il grottesco mito del “complotto demo pluto giudaico massonico”.
In realtà, la vera ragione per cui questi due gruppi sono stati oggetto di persecuzione risiede nella loro grande volontà di pensiero critico, individualità e tolleranza, qualità che spaventano coloro che esercitano potere autoritario. L’ebraismo non è soltanto una religione, ma una filosofia di vita.

Come sottolinea Rav. E. Toaff, rappresenta un modo di essere intriso di diversità e pluralità. Il noto detto ebraico “due ebrei, tre opinioni” evidenzia quanto sia ricca e variegata la cultura e la tradizione ebraica.
Allo stesso modo, la Massoneria promuove un dialogo aperto e lo scambio di idee, rispettando le opinioni altrui.
Questo approccio si riflette bene in una frase spesso erroneamente attribuita a Voltaire: “Non sono d’accordo con te, ma farò di tutto affinché tu possa esprimere le tue idee”.
La lotta per la libertà di pensiero è un valore fondante di entrambe le culture, come evidenziato dalla storia di persecuzioni che hanno colpito sia gli Ebrei che i Massoni.
L’Inquisizione, con il suo fanatismo, ha perseguitato indistintamente questi due gruppi, privandoli della libertà di espressione e di esistenza.
Ma ha senso ricordare?
Ha senso difendere la memoria di orrori inaccettabili come la Shoah, i pogrom, i ghetti, e le conversioni forzate?
Un Massone può anche richiamare alla mente la notte di San Bartolomeo a Firenze, le Fosse Ardeatine e le devastazioni inflitte alle logge massoniche.
Eppure, nonostante l’oscurità della repressione, è emersa una luce.

La Loggia “Liberté Chérie”, sorta in un campo di concentramento, è un simbolo di resistenza, di speranza e di rinascita, un faro che ci ricorda che anche nei momenti più bui, la vita può riprendere forza.
Dobbiamo dire con forza e convinzione che la risposta della nostra Fratellanza è un sì deciso. La Tradizione ha bisogno del ricordo, e il ricordo è vita.
Di fronte a un mondo che sembra impazzire, pervaso da razzismo e antisemitismo crescente, affrontiamo quel mostro chiamato negazionismo, che tenta di annullare il dolore di sei milioni di morti.
In questo contesto, l’idea di assimilare i Liberi Muratori a mafiosi o delinquenti è una ferita aperta, un insulto al nostro impegno per la giustizia e per l’umanità.
Questa Loggia diventa così un simbolo di resistenza al silenzio e all’oblio.

È essenziale mantenere vivo il valore del Ricordo, affinché mai si spenga nel cuore di un ebreo il desiderio di pace (Shalom) e l’inno alla vita (Le Chaim), così come negli animi dei Massoni l’anelito all’equilibrio e all’armonia, che si riflette nella frase “Tutto è giusto e perfetto”.
Questi ideali ci uniscono oltre le differenze, ci ispirano a costruire un mondo migliore e a contrastare le ingiustizie.
Siamo chiamati a guardare indietro, non per rimanere bloccati nel passato, ma per apprendere dalle esperienze dolorose e per costruire ponti di comprensione tra le nostre comunità.
Dobbiamo fare in modo che la memoria di ciò che è accaduto non diventi una semplice cronaca storica, ma un motore per azioni concrete in favore della tolleranza, del rispetto reciproco e della dignità umana.
Mentre celebriamo le nostre differenze, è fondamentale riconoscere i punti in comune: il desiderio di libertà, di giustizia e di pace.
Gli Ebrei e i Massoni possono essere visti non come opposti, ma come compagni di viaggio, uniti nella lotta contro l’oppressione e nel perseguire un futuro luminoso.
Attraverso il dialogo e l’apertura mentale, possiamo superare i pregiudizi e costruire un mondo in cui la diversità non sia fonte di divisione, ma di arricchimento.
Nei momenti di crisi, quando la paura e l’ignoranza minacciano di sopraffarci, è nostro compito essere voci di ragione e di amore.
La nostra memoria deve servire a nutrire la speranza di un futuro in cui l’umanità possa convivere in armonia, abbracciando il valore della vita in tutte le sue forme e manifestazioni.
In questo percorso, il legame tra Ebrei e Massoni diventa non solo una testimonianza di resilienza, ma anche un faro per le generazioni future.
Nel ricordo di chi ci ha preceduti, possiamo trovare la forza di immaginare e costruire un domani migliore, dove ogni individuo, indipendentemente dalla sua origine, possa essere rispettato e celebrato.
La nostra sfida è quella di mantenere viva la fiamma del Ricordo e dell’umanità, affinché il passato non si ripeta e si possano evitare nuovi orrori.
Solo così, in unione, potremo rispondere con fermezza e compassione a coloro che cercano di dividere e distruggere.
In conclusione, ricordare e onorare la memoria degli Ebrei e dei Massoni, dei loro dolori e delle loro vittorie, è fondamentale per costruire un futuro di pace, libertà e giustizia.
I nostri cuori devono battere all’unisono, riempiendo di significato le parole di Shalom e Le Chaim, e mantenendo acceso l’anelito delle nostre aspirazioni comuni.
La Fratellanza è il nostro obiettivo, la nostra forza, e insieme, continueremo a lottare per un mondo migliore, per noi e per le generazioni a venire.

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