
Il 27 gennaio, la Giornata della Memoria, non è solo un momento di commemorazione, ma una ferita indelebile per l’umanità. In questo giorno, ci fermiamo a ricordare le vittime della Shoah, milioni di uomini, donne e bambini che furono spazzati via dalla follia e dalla ferocia del regime nazista.
Cristiani, ebrei, zingari, handicappati, liberi muratori: tutte le persone che non si allineavano con l’ideologia dell’odio furono oggetto di un piano di sterminio sistematico.
Queste atrocità rappresentano un monito che non possiamo ignorare.
Qualcuno ha scritto “Il sonno della ragione genera mostri”, e questa affermazione risuona particolarmente in questo contesto.
La razionalità e il rispetto per l’umanità devono sempre guidare le nostre azioni; altrimenti, le tenebre dell’odio possono facilmente avere il sopravvento. È nostro compito, non solo commemorare, ma anche vigilare affinché tali orrori non possano mai ripetersi.

La Persecuzione dei Liberi Muratori
Un aspetto spesso trascurato della persecuzione nazista riguarda la Massoneria, portabandiera del libero pensiero.
La Gran Loggia d’Inghilterra ha confermato che esistevano protocolli nazisti che ordinavano la cattura e l’eliminazione sistematica dei massoni, non solo in Germania, ma in tutti i paesi conquistati dal Terzo Reich.
Hitler considerava i liberi muratori nemici del suo regime, avversari da annientare perché rappresentavano la speranza di un’umanità migliore.
Le stime sulle vittime massoniche variano, ma si aggirano tra i 150 mila e i 250 mila, un numero impressionante che sottolinea l’ampiezza della tragedia.
Questi uomini e donne, segnati dal triangolo rosso rovesciato, furono messi a tacere proprio per il loro impegno verso ideali di libertà e giustizia.
Oggi, il Nontiscordardime, un delicato fiore azzurro, rappresenta il sacrificio dei liberi muratori nel mondo e ci invita a non dimenticare.
Libertà e Ricerca della Verità

Il rabbino Isaac Mayer Wise, una figura illuminata della comunità ebraica, dichiarò: «La Massoneria è un’istituzione ebraica la cui storia, i Gradi, gli incarichi e le parole d’ordine sono ebraiche dal principio alla fine».
Questo legame tra Massoneria e cultura ebraica è significativo, poiché mostra come entrambi i mondi abbiano dovuto affrontare l’odio e la persecuzione.
Ma non dobbiamo limitarci a esprimere orrore e indignazione per le atrocità commesse.
È fondamentale comprendere le cause storiche che hanno condotto a tali eventi. Spesso, questo secondo aspetto viene oscurato dal giustificato sdegno per l’immane tragedia.
Solo attraverso una riflessione profonda, possiamo evitare di cadere nell’oblio.
Una Memoria Che Include Tutti

Tuttavia, c’è un’altra narrativa, un’altra Giornata della Memoria che sembra essere relegata nell’ombra: quella delle atrocità perpetrate da regimi comunisti.
Se consideriamo il bilancio delle vittime dei totalitarismi del XX secolo, il numero supera le 100 milioni di vite umane.
Queste morti, come quelle della Shoah, meritano di essere ricordate e rispettate. Ignorare queste tragedie significative ci espone al rischio di ripetere gli stessi errori.
È fondamentale non solo commemorare, ma anche educare generazioni future sui pericoli di ogni forma di ideologia totalitaria.
L’indifferenza e la negazione non devono essere opzioni. In un mondo già lacerato da divisioni e conflitti, abbiamo l’obbligo morale di affrontare la verità, di analizzare le ingiustizie passate affinché possano servire da lezione per il futuro.
Il Dopo

Concludendo, la Giornata della Memoria è un’opportunità per onorare le vittime della Shoah e degli altri regimi oppressivi.
È un momento di riflessione, di nostalgia, di apprendimento.
Ma è anche un invito all’azione.
Ognuno di noi ha la responsabilità di combattere l’ignoranza, di promuovere la tolleranza e di garantire che la luce della ragione prevalga sull’oscurità dell’odio.
Non possiamo permettere che la storia venga dimenticata; dobbiamo custodirla con cura, perché i morti meritano di essere ricordati, e perché le generazioni future possano vivere in un mondo più giusto e umano.
Ricordare è un atto di rispetto, ma anche un potente strumento di cambiamento sociale. Insieme, continuiamo a lottare per la libertà dalle tirannie e per un futuro in cui l’umanità non solo riconosca, ma celebri la diversità e il rispetto reciproco. Che il dolore del passato possa insegnarci a costruire un domani migliore, una società libera dalle ombre di un odio mai più accettabile.

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