
Le recenti affermazioni del dottor Nicola Gratteri, in cui si sostiene che al referendum voterebbero “indagati, corrotti e massoneria deviata”, richiedono un chiarimento fermo, ma rispettoso.
È fondamentale garantire la verità e la correttezza istituzionale, specialmente quando si trattano temi delicati come quello della Massoneria.
La Massoneria e la sua Essenza
Innanzitutto, è bene precisare che la Massoneria è una, unica nella sua essenza. Esistono obbedienze regolari, ufficialmente riconosciute dalle potenze massoniche internazionali, le quali operano all’interno della legalità e del rispetto assoluto delle leggi dello Stato.
Utilizzare l’espressione “massoneria deviata” può sembrare suggestivo, ma è improprio.
Un soggetto che viola la legge, compie reati o tradisce i principi dell’Istituzione non rappresenta più la Massoneria; egli è semplicemente un delinquente.
Nelle Obbedienze regolari, le norme sono chiare e severe.
Chi viene meno ai propri doveri morali e statutari è espulso senza appello.
Non ci sono zone grigie né ambiguità.
La Massoneria regolare è fondamentalmente un’istituzione etica, che impone rigidi standard comportamentali ai suoi membri.
Il Caso della P2: Un Monito Storico
L’episodio della Propaganda Due (P2) è emblematico in questo contesto. Quando emerse lo scandalo, il Grande Oriente d’Italia subì immediatamente delle conseguenze, perdendo riconoscimenti internazionali.
Questo evento dimostra inequivocabilmente che la Massoneria regolare non tollera deviazioni; anzi, interviene attivamente per isolare i comportamenti disonesti e non copre il malcostume.
Massoneria e Politica: Un Principio Fondamentale
Un altro punto cruciale da ribadire è che la Massoneria non si schiera politicamente.
Non impartisce indicazioni di voto e non sostiene alcun partito.
Gli associati, come qualsiasi cittadino, esercitano il loro diritto di voto secondo coscienza, scegliendo uomini e donne che stimano, indipendentemente dall’appartenenza politica.
L’Istituzione, quindi, rimane estranea alla contesa elettorale. Attribuire a una tradizione iniziatica, culturale e filantropica una collocazione politica equivale a fraintenderne la natura e la funzione.
Un Appello al Rispetto e all’Imparzialità
A fronte di queste affermazioni, riteniamo necessaria una rettifica pubblica. Accostare “corrotti” e “massoneria” potrebbe generare un danno reputazionale ingiusto per migliaia di persone oneste che operano nel rispetto della legalità.
Un magistrato, come il dottor Gratteri, dovrebbe rappresentare un presidio di garanzia per tutti i cittadini.
Pertanto, sorge spontanea la domanda se tali dichiarazioni possano apparire come uno schieramento politico compatibile con l’imparzialità che dovrebbe caratterizzare l’ordine giudiziario.
La giustizia deve essere un organo di garanzia, una realtà di cui i cittadini devono poter avere fiducia, sapendo che essa è neutrale, equidistante e indipendente da ogni forma di contesa politica.
In quest’ottica, un chiarimento — e se necessario anche delle scuse per l’associazione impropria — rappresenterebbe non solo un gesto di equilibrio istituzionale, ma anche un riconoscimento di rispetto verso coloro che vivono e operano nell’alveo della legalità, sottraendoli a confusione con fenomeni criminali.
Un Invito alla Precisione
Questo intervento non nasce da intenti polemici, ma dall’esigenza di precisione. La Massoneria regolare esiste nel rispetto delle leggi dello Stato e non può essere assimilata a condotte devianti.
Essa è una strada retta; chi devia, inevitabilmente, viene espulso e non rappresenta più l’Istituzione.
È fondamentale, quindi, promuovere un dialogo rispettoso e chiaro su questi temi, affinché si possa tutelare la reputazione di un’intera comunità di persone impegnate nel bene comune.
In conclusione, il dottor Gratteri, come figura di spicco nelle Istituzioni, ha l’opportunità di dimostrare l’importanza della distinzione tra legalità e illegalità, evitando semplificazioni che possono danneggiare la reputazione di molti.
La verità e la correttezza istituzionale richiedono un impegno collettivo, un passo verso una maggiore comprensione e rispetto reciproco tra le diverse componenti della società.
IL GRAN MAESTRO

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