E’ Uscito ” Ordine Tradizionale Iniziatico”

Sacro Ordine Egizio

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Nel 1501 Giovanni Pontano, a Napoli, per i suddetti ordini superni, rimanifestò segretissimamente il S.O.E., di cui questo è il Simbolo, fino a poco tempo fa segretissimo, e oggi manifestabile liberamente perché, come sempre, qualche scellerato lo ha messo in rete, ma, per fortuna, con attribuzione confusa.

Nel ‘500 a Napoli, presso la chiesa “magica” di San Domenico Maggiore, fu innalzata una particolare fontanella con un reperto di epoca imprecisata che rappresenta il corpo disteso di una divinità con barba che rappresenta il Dio Nilo. Da allora a tutt’oggi quella fontana esiste in un luogo che si chiama Piazzetta del Nilo. Vedremo che qui vi fu una delle emanazioni manifeste della Sapienza Antica. Al grande Pontano succedettero, come Gran Jerofanti e Pontefici Massimi, Giovan Battista Della Porta, Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Raimondo di Sangro, Alessandro Cagliostro, Vincenzo di Sangro, Mario Pagano, Pietro Colletta, Domenico Bocchini, Gabriele Rossetti, Orazio De Attelis, Eduard Lytton, Giuseppe Gallone, Pasquale del Pezzo, Michelangelo Caetani, Pasquale De Servis, Giustiniano Lebano, Ciro Formisano (Giuliano Kremmerz), Leone Caetani… Fino a Arturo Reghini.

La Sapienza Antica a Napoli: Un Viaggio attraverso i Secoli

Napoli, città di straordinaria bellezza e storia, ha sempre rappresentato un crocevia culturale e spirituale.

Tra le sue strade, nei suoi palazzi e nelle sue chiese si intrecciano le eredità di pensatori, artisti e mistici che hanno segnato il corso della filosofia occidentale.

Un capitolo affascinante della storia napoletana si concentra attorno alla figura di Giovanni Pontano e alle sue emanazioni nella tradizione esoterica e iniziatica, culminando tra il ‘500 e il ‘700 con nomi illustri come Giordano Bruno e Raimondo di Sangro. Questo libro si propone di esplorare le influenze e le manifestazioni di questa sapienza antica, con particolare attenzione alla simbolica fontanella di Piazzetta del Nilo e al suo significato.

Giovanni Pontano e il S.O.E.

Nel 1501, Giovanni Pontano, noto umanista e filosofo napoletano, rinnovò segretamente l’interesse per il S.O.E. (Sistema dell’Ordine Esoterico), un insieme di insegnamenti e pratiche riservate a pochi eletti.

Questo sistema, che rimase per secoli avvolto nel mistero, è divenuto oggi più accessibile grazie alla proliferazione di informazioni in rete, anche se spesso con attribuzioni confuse e poco chiare.

Tuttavia, i principi fondamentali del S.O.E. continuano a rappresentare un faro per coloro che cercano di esplorare la dimensione oltre il visibile e il razionale.

Pontano non era solo un pensatore accademico; egli incarnava una tradizione che risale a millenni, intrecciando la filosofia greca con la mistica cristiana.

La sua opera, influenzata dalle correnti neoplatoniche, sottolinea l’importanza della conoscenza diretta e dell’incontro con il divino.

In questo contesto, la fontanella di Piazzetta del Nilo diventa un simbolo significativo, un luogo dove il sacro e il profano si intersecano.

La Fontanella di Piazzetta del Nilo

La fontanella di Piazzetta del Nilo, situata presso la chiesa di San Domenico Maggiore, è un reperto di epoca incerta, ma dalla rilevanza indiscutibile. Essa rappresenta il corpo disteso di una divinità barbuta, che viene identificata con il Dio Nilo.

Questa rappresentazione è densa di significato, evocando l’importanza dell’acqua come simbolo di vita, fertilità, e soprattutto di conoscenza

. Nell’antichità, il Nilo era considerato una sorgente di saggezza e potere, un fiume sacro che alimentava le civiltà nascenti.

L’esistenza di questo simbolo a Napoli, centro di grande fermento culturale, suggerisce l’influenza delle correnti esoteriche e religiose che attraversavano l’Europa. La fontanella, quindi, non è solo un’opera d’arte, ma un portale verso una comprensione più profonda delle verità universali.

Qui, la sapienza antica affiora attraverso il linguaggio dei simboli, invitando gli osservatori a meditare sulle connessioni tra il mondo materiale e quello spirituale.

Eredità e Successione dei Gran Jerofanti

Dopo la morte di Pontano, Napoli continuò a essere un fulcro di conoscenza esoterica.

Nel corso del XVI e XVII secolo, personalità come Giovan Battista Della Porta, Giordano Bruno e Tommaso Campanella si affermarono come nuovi Gran Jerofanti e Pontefici Massimi della tradizione iniziatica.

Questi uomini non solo contribuirono al pensiero filosofico, ma anche alla diffusione di pratiche magiche e alchemiche, creando così un continuum di conoscenza che attingeva dalle radici antiche.

Giordano Bruno, in particolare, espresse idee audaci riguardo all’infinito e alla pluralità degli universi, sfidando le convenzioni del suo tempo.

La sua opera rappresenta un perfetto esempio di come la sapienza antica venisse reinterpretata in chiave moderna, fungendo da ponte tra la ragione e la spiritualità. Le sue idee, sebbene accolte con sospetto, hanno influenzato profondamente il pensiero contemporaneo.

Raimondo di Sangro, altro personaggio emblematico, è noto per la sua combinazione di scienza e alchimia, contribuendo al dibattito sui limiti della conoscenza umana.

Egli portò avanti l’eredità di Pontano, approfondendo la connessione tra materia e spirito attraverso le sue invenzioni e ricerche. Il suo operato, ricco di simbolismo e mistero, continua ad affascinare studiosi e appassionati di esoterismo.

La Tradizione Esoterica e i Suoi Simboli

La tradizione esoterica a Napoli si arricchisce di figure come Alessandro Cagliostro, Vincenzo di Sangro e altri, ognuno dei quali ha contribuito a tessere una rete di sapere che affonda le radici nell’antichità. I loro lavori e le loro pratiche, pur avvolti nel mistero, riflettono una continua ricerca della verità oltre il mondo materiale.

Attraverso rituali, simboli e allegorie, questi Gran Jerofanti hanno cercato di trasmettere insegnamenti profondi, spesso celati sotto strati di significato.

Un elemento comune a tutti questi pensatori è la loro convinzione nella possibilità di accedere a una realtà superiore, una conoscenza che va oltre il visibile.

La sapienza antica si manifesta quindi non solo come un’eredità da preservare, ma come un processo vivente, in continua evoluzione.

In questo senso, la fontanella di Piazzetta del Nilo diventa un simbolo di un cammino che invita ogni individuo a intraprendere il proprio viaggio verso la conoscenza.

Il percorso della sapienza antica a Napoli, da Giovanni Pontano fino a Arturo Reghini, evidenzia un fil rouge che attraversa secoli di pensiero e pratica esoterica. La città, con i suoi simboli, le sue istituzioni e le sue tradizioni, si erge a custode di un sapere che continua a nutrire la ricerca di verità e significato.

La fontanella di Piazzetta del Nilo resta un testimone muto di questa storia, un richiamo a esplorare le profondità della nostra esistenza e a riconoscere la dimensione sacra che permea ogni aspetto della vita.

In un’epoca in cui molte delle antiche conoscenze sembrano perdute, è fondamentale recuperare e riconsiderare queste tradizioni, non solo come un’eredità culturale, ma come un invito a ritrovare la propria connessione con il divino e con la storia umana.

Solo così possiamo sperare di trasformare il nostro presente e costruire un futuro carico di significato e consapevolezza.


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