A volte il silenzio non è una virtù


Il Silenzio e la Voce della Verità: Un Appello al Rispetto

Ci sono momenti nella vita in cui il rispetto istituzionale richiede una certa misura, un equilibrio tra le parole e le azioni.

La delicatezza di queste interazioni è spesso sottovalutata, ma oggi mi trovo in uno di quei frangenti dove la coscienza esige di essere ascoltata.

La situazione attuale ha messo in discussione non solo la correttezza dei discorsi pronunciati da figure di spicco, ma ha anche colpito profondamente milioni di persone che si identificano in valori e ideali che hanno attraversato secoli di storia.

Recentemente, il Dottor Nicola Gratteri e il Dottor Alberto Di Matteo, due magistrati che ho sempre preso a modello per il loro coraggio e impegno nel contrastare la criminalità organizzata, hanno lanciato affermazioni infelici che meritano di essere affrontate con serietà e responsabilità.

Le loro parole, associate alla Massoneria in un contesto negativo, non solo feriscono me, ma travolgono tanti uomini e donne rispettabili che credono nel valore di questa antica Istituzione.

La storia della Massoneria è intrisa di libertà, giustizia e umanità.

È una tradizione che si è dimostrata costantemente a favore del progresso sociale e morale.

Affermare in modo irresponsabile che essa possa essere vagamente accostata a organizzazioni mafiose è non solo eclatante, ma anche profondamente ingiustificabile.

Un’affermazione del genere non può passare inosservata senza una seria riflessione.

I mafiosi, come ben sappiamo, sono interdetti dal diritto di voto; questo non è un dettaglio trascurabile, ma un dato giuridico incontrovertibile.

Dunque, perché insinuare un collegamento tra coloro che lottano per la legalità e chi vive nell’illegalità?

Questo tipo di retorica non fa altro che danneggiare la reputazione di una comunità di persone laboriose e oneste, offende chi, come me, dedica tempo e passione al servizio della comunità.

È inaccettabile che tali affermazioni vengano ridotte a mera suggestione mediatica o strumentalizzate per fini politici.

La Massoneria, da sempre, si erge a baluardo della moralità, promuovendo la filantropia e la crescita etica dei suoi membri.

Siamo uomini e donne di principi, impegnati a costruire una società migliore. Accostarci alla criminalità organizzata è non solo scorretto, ma profondamente ingiusto.

Le parole pronunciate da uomini di Stato vengono pesate e considerate da molti; hanno un peso incommensurabile e possono costruire o distruggere reputazioni. La storia ha dimostrato che un’affermazione irresponsabile può avere conseguenze devastanti.

In questo caso, un attacco generalizzato alla nostra comunità massonica potrebbe generare pregiudizi radicati e pericolosi.

Noi massoni non abbiamo bisogno di difese roboanti; la nostra storia parla da sé. Non ci interessa il clamore, ma ci preme la verità.

La verità è che la mafia è un cancro che devasta e distrugge vite, mentre la Massoneria è una scuola di etica e di elevazione morale. Sono due mondi radicalmente opposti e contrapposti.

Mi aspetto, ed esigo, delle scuse dai Dottori Gratteri e Di Matteo, non per motivi di orgoglio personale, ma per rispetto verso milioni di individui che, in tutto il mondo, portano con dignità l’appartenenza a un’istituzione fondata su valori nobili come quelli di libertà, fratellanza, legalità e rispetto assoluto delle istituzioni. La Massoneria non è un’entità da denigrare né da strumentalizzare.

Siamo cittadini onesti, professionisti e imprenditori che lavorano incessantemente per il bene comune.

Il confronto politico è legittimo e il dibattito è sano; anzi, costituiscono la linfa vitale della democrazia.

Tuttavia, l’onore e la dignità di un’intera comunità non devono essere compromessi per convenienza o per sensazionalismo mediatico.

Le affermazioni infondate creano confusione e instillano un senso di paura e sfiducia nei confronti di chi, come noi massoni, desidera semplicemente contribuire a una società giusta e equa.

Ciò che ci indigna non è tanto l’accusa in sé, quanto il principio che sottende a questa associazione maldestra e strumentale.

È fondamentale richiamare l’attenzione su questi aspetti, affinché tutti possano comprendere la gravità della questione.

Caro Dottor Gratteri, e Dottor Di Matteo, voglio che sappiate chiaramente che noi siamo persone di alta moralità e possiamo continuare a operare in tal senso, con o senza il vostro rispetto.

La nostra forza non deriva dall’approvazione altrui, ma dalla nostra fede nei valori che rappresentiamo.

Non ci lasceremo intimidire dalle insinuazioni, né ci tireremo indietro davanti a queste accuse.

Per concludere, vorrei ribadire che il nostro impegno nella lotta contro ogni forma di corruzione, illegalità e malavita rimane forte e determinato.

In un mondo dove la verità e l’integrità sembrano spesso perdere terreno, la Massoneria continuerà a brillare come faro di luce e speranza, difendendo i principi di giustizia e legalità per il bene dell’intera società.

Che questa possa essere un’occasione per riflettere sul significato profondo delle nostre parole e delle nostre azioni.

Spero sinceramente che i Dottori Di Matteo e Gratteri possano comprendere l’importanza di queste parole, non solo per noi massoni, ma per il bene della società intera.

E che questo possa avviare un dialogo costruttivo e aperto, capace di superare le incomprensioni e di rafforzare i legami tra le istituzioni e la società civile.

Il Gran Maestro

S.G.C. FR. Giovanni De Ficchy 3:.33:.


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